martedì 2 ottobre 2012
Silvia, rimangi ancora..
Può non sembrare ma negli anni è stata più trombata di Moana Pozzi. La più famosa fu quando si candidò Sindaco per Bologna, quota PD. Per la prima ed unica volta in settant’anni vinse il centro-destra.
Naturalmente Silvia non si è fatta abbattere tanto che, tra provincia e regione, pur respingendola cortesemente alla porta ci rientrava regolarmente dalla finestra.
Ora Silvia è al centro di una piccola polemica. Qualche malpensante getta ombre sull’utilità di una sua creatura, la consulta “emiliano-romagnoli nel mondo”. Questo istituto, nato nel 2006, viaggia ad un costo per la collettività di oltre un milione l’anno. Le spese sono costituite quasi interamente da viaggi, alberghi e cene di rappresentanza.
Silvia dice di essere vittima di una caccia alle streghe. C’è del vero, perché una certa somiglianza con le fattucchiere è innegabile. Ma più che di linciaggio mediatico questa è ad alto rischio sputi da parte degli emiliano-romagnoli che qui ci abitano.
domenica 9 settembre 2012
Dio è morto, Marx è morto e pure il M5S si sente poco bene
E' un fuori onda, certo. Confidenze che si presumono carpite con l'inganno.
Ma al di là della loro veridicità che non ho modo di verificare in alcun modo, al di là della portata che queste potranno avere a me non torna un elemento: il perché.
Perché fare certe considerazioni proprio con un giornalista. Non ha senso a meno che tu non abbia già deciso di smettere, di chiamarti fuori.
Scrivo questo perché Favia, pur non conoscendolo di persona, è anche lui di Bologna, ho avuto modo di seguirne l'ascesa passo-passo. E ogni volta che ho ascoltato una sua dichiarazione, una partecipazione a un dibattito o simili mi ha dato sempre l'impressione del "Savonarola", un duro e puro. Ma di una durezza esasperante, quasi talebana.. del tipo: "se non siete con noi allora state con i ladri".
Un modo di porsi che me lo ha fatto preferire solo perchè in contrapposizione ad un apparato conclatamente marcio e che solo con "sferzate esterne" di questo tipo si potrebbe (forse) ripulire.
Ora sono in molti ad attaccarlo, che si è venduto. A dire che dietro di lui c'è un pupparo che tira i fili. Non so, è possibile. Come è possibile che non fosse il solo "talebano" del movimento. E i talebani solitamente non amano il dissenso, men che meno interno.
venerdì 24 settembre 2010
(s)profondo italiano
La differenza, l’unica forse che sia davvero rimasta al giorno d’oggi, è tra chi pensa e chi preferisce non farlo.
Chi vuole ma lo fa ricorrendo ad ideologie vecchie di due secoli.. beh, semplicemente non può riuscirci perché non sono più quelli gli strumenti giusti.
In questo Beppe Grillo ha ragione, perchè dice che oggi non è più una battaglia tra ideologie ma di idee.
E parlando di idee, qualunque fosse il vostro punto di partenza, di destra o di sinistra, nemmeno quello ha più importanza. Non più.
E non ha neppure alcun senso invocare il leader della svolta, perché questi qua non sono nemmeno in grado di concepirla, figuriamoci compierla.
martedì 7 settembre 2010
La moglie, la suocera ed il cognato
Oggi non faccio altro che copia-incollare il Facci-pensiero e sottoscrivere in pieno.
Ehi Gianfranco, diciamo a te, e ti tocca pure di ascoltarci, perché vedi, noi siamo quelli che in buona parte potevano pure darti ragione, siamo quelli che potevano anche riconoscere che i problemi da te sollevati erano comunque fondati, anzi, che lo sono; noi siamo quelli che ancora ce la meniamo col partito populista e con la legalità e coi temi etici e che insomma riconosciamo che sì, Italo dice bene, non è mica tanto civile questo trattamento-Boffo che i giornali della destra (anche Libero, certo) ti stanno scaricando addosso in quest’estate mediocre. Siamo noi, Gianfranco: quelli che tutto sommato dell’appartamento a Montecarlo non ce ne frega niente, ma ecco, della suocera sì, perdio, perché è lei che ci ha ucciso, è lei – più del cognato spacconcello – ad averci afflitto e fatto venir voglia soltanto di un bel bagno al mare, a questo punto. E a noi, che ti difendiamo da mesi, adesso ci lascerai tranquillamente sfogare: quindi siediti e ascolta.
Hai 58 anni, diosanto, sei un leader, sei la terza carica dello Stato, parli di governare il Paese, di modernizzarlo, di fare partiti, hai fatto traghettamenti e percorsi mica da ridere, sei pure ex fascista, in teoria uno di polso, uno senza fronzoli e che portava il bracciale da borgataro: e però adesso sei lì, in vacanza con la suocera, sei lì, appiccicato a un’immagine di parentame invadente che affolla la tua station-wagon, l’immagine di un presidente della Camera incapace di prendere a calci nel culo un ragazzetto supponente con la Porsche metallizzata
Aspetta a replicare, Gianfranco, non parlarci di verità: non vuoi capire che non è quella a contare, non sono le indagini o le rogatorie o l’understatement, non è la realtà: è la sua rappresentazione mediatica, è il teatro che abbiamo e che forse ci meritiamo. Ed è un proscenio che ha le sue regole, col pubblico che perdona e applaude ogni familismo perché perdona e applaude se stesso: ma non è mai disposto – mai – a scendere sotto un proprio e indecente livello. È un Paese in cui persino Ugo Fantozzi comanda a casa propria e maltratta
E dire che tu non sei Fantozzi, non sei l’italiano medio, non sei neanche un Gaucci che incontra la ragazzina e allora ne ricompensa l’intero albero genealogico. Sei un leader di 58 anni che ripetiamo, è il presidente della Camera: e però adesso sembra quasi che ti inabissi nel Tirreno per sfuggire ai piccoli mastellismi cui hai ceduto, le pressioni sui dirigenti Rai cui ti sei abbassato, e l’appartamento, e la società della suocera, e le società off-shore, soprattutto l’arroganza di un cognatino che andava appeso al muro, altro che «disappunto». Andava preso e smontato, dando fuoco alle istruzioni.
Ora che succederà? Ci riparlerai di laicità e legalità, ora che il Paese attende soprattutto spiegazioni sulla suocera? Tutto può essere, in questo Paese cattolico in cui s’avanzano prove tecniche di calvinismo. Uno che è difeso da Repubblica però ha il destino che avrà. La stampa sta facendo la sua parte, la loro campagna ha sfondato. La tua compagna, pure.
giovedì 2 settembre 2010
Il fascino discreto dell'amico "Ghedda"
Mi piace perché ha la caratura dello statista di lungo corso, è lì da una quarantina d’anni e nemmeno un attentato subito (fatta eccezione per quando fece incazzare gli USA che gli bombardarono casa e qualche figlio)
E poi mi piace perchè il potere non lo ha affatto logorato, merito indubbiamente del clima caldo della Libia unito ad ampie dosi di botox, certo. Sulla tinta da supermercato con cui si colora i capelli preferirei glissare.
Ma Gheddafi mi piace soprattutto per le gite che si concede di tanto in tanto in Italia.
Tutti i giornali a scrivere fiumi d’inchiostro sulle sue “amazzoni”, le immani stronzate sull’islamizzazione dell’Europa
Ecco, Gheddafi sente il corano quanto Silvio è devoto alla bibbia, per cui davvero..piantatela di gridare: al lupo! al lupo! O almeno fatelo per le questioni serie.
Tipo che la Libia col suo 7% è di gran lunga il maggior azionista di quella banda (non banca) di UNICREDIT, Tipo che questo viene a chiedere soldi non solo a noi ma a tutta l’Europa per creare simpatiche strutture nel deserto in cui ”trattenere” chi tenta di fuggire dall’africa per raggiungere le nostre coste.
Tipo quella orrenda pletora di cosiddetti imprenditori, tutti felicemente a 90 al ricevimento in onore del rais e raggianti di fronte alle opportunità di sano “bisnes” che il Ghedda può offrire loro.
Nota di ulteriore colore: era presente anche il figlio del colonnello e futuro leader di quella bella terra, il primogenito Pier-Gheddafi..
lunedì 26 luglio 2010
Rilancio d'immagine per l'Italia
Con i 18 morti di sabato nella calca della LOVE PARADE d’ora in poi con strage di Duisburg non
“Oh beh, non tutto il male viene per nuocere” pare abbia commentato il sottosegretario con delega al turismo Michela Brambilla..
venerdì 16 luglio 2010
Precisazione a beneficio degli elettori
L’onorevole Fiorella Ceccacci L’onorevole Rubino, condivide come molte sue colleghe di partito, un recente passato nel mondo dello spettacolo. Prima del parlamento ha trascorso gli ultimi due anni in giro per l’Italia nei panni della “Rosetta” del Rugantino. Prima c’erano state parti in drammi shakespeariani e anche un’apparizione in tv nella fiction “Un posto al sole”.
Il suo impegno pubblico non è stato però improvviso: Ha sempre fatto attività politica dal 1993, da quando è nata Forza Italia è stata in prima linea alle manifestazioni di partito. In questi anni ha realizzato anche uno spettacolo tratto dal Libro nero del comunismo che viene spesso trasmesso in tutte le sedi dei Circoli della Libertà.
Alle malelingue che insinuano che sia stata scelta personalmente da Lui risponde piccata: “No, collaboro con altri politici importanti che hanno saputo sostenermi e apprezzarmi come il senatore Lucio Malan, ex vicepresidente del Gruppo Forza Italia."
giovedì 15 luglio 2010
il premier latrina
Direttamente da pagina 118 dell’ultimo libro di Oliviero Beha: DOPO DI LUI IL DILUVIO, ecco uno stralcio piuttosto esemplificativo che aiuta a focalizzare il personaggio. “Lui la richiama perchè “è tornato forte come un toro”, Lei accorre ma lo trova “inadeguato”. Silvio la risolve con un “Beh, allora pisciami addosso.”
Da qui una considerazione: dietro al pagamento di una cifra simbolica di 25/30 euro secondo me qualche milione d’italiani disposto a pisciargli sopra lo si trova senza problemi. E forse ci evitiamo pure di fare la manovra finanziaria.
mercoledì 30 giugno 2010
Oggi più di ieri ma meno di domani
lunedì 28 giugno 2010
cucù!! E D'Alia lo ciapa in tal...
Ed è per questo che, seppur a malincuore, si è visto costretto a buttar giù nei mesi scorsi un emendamento per la Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet. In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire o a contestare una legge che ritiene ingiusta, i providers devono bloccare il blog. Per i blogger è invece previsto il carcere da
Ad un occhio poco attento potrebbe sembrare una porcheria ma il fine che si vuole tutelare è superiore: si tratta del buon nome dei politici. Il fatto che il provvedimento possa far oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero è un male quindi necessario. Tanto che il Senato ad aprile scorso, dopo attentissima valutazione, l’ha approvato.
Ed è a questo punto che è accaduto l’imponderabile. Un deputato del PDL contrario alla proposta, tal Roberto Cassinelli, ha sottoposto alle commissioni riunite di Affari costituzionali e Giustizia l’affair D’Alia e questi l’hanno abrogato!
Tradotto: se la libertà di espressione del paese non è piombata a livello di Corea del Nord ma si mantiene al livello “dignitoso” paragonabile al regime birmano lo dobbiamo ad uno della maggioranza, non dell’opposizione.
martedì 25 maggio 2010
Siam quelli là
E’ nato il nuovo soggetto politico di Casini: il Partito della Nazione, in cui è dato per imminente anche l’ingresso di Rutelli e dei suoi accoliti.
In anteprima il testo del nuovo inno del partito.
Abbiamo facce che non conosciamo
ce le mettete voi in faccia pian piano.
E abbiamo fame di quella fame
che il vostro urlo ci regalerà.
E abbiamo l'aria di chi vive a caso
l'aria di quelli che paghi a peso.
E abbiamo scuse che, anche se buone,
non c'è nessuno che le ascolterà.
E poi abbiamo già chi ci porta
fino alla prossima città.
Ci mettete davanti a un altro microfono
che qualche cosa succederà.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà. Tataratatà… Tataratatà…
Abbiamo amici che neanche sappiamo
che finché va bene ci leccano il culo.
E poi abbiamo casse di maalox
per pettinarci lo stomaco.
Abbiamo soldi da giustificare
e complimenti per
E
ad uno bravo davvero un bel pò.
E poi abbiamo chi ci da il voto
e ci vuol spiegare come si fa.
"è come prima? No si è montato"
ognuno sceglie la tua verità.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà. Tataratatà… Tataratatà…
mercoledì 19 maggio 2010
Il ritorno della Magna Romagna
Nel Mare Magno delle cagate proposte della Lega Nord ce ne sta una, avanzata di recente, che merita di essere presa in serissima considerazione.
Un gruppo di separatisti romagnoli ha aperto una sottoscrizione per la secessione dall’Emilia.
Io dico ok, ma niente furbate: si firma solo a patto che si piglino con loro anche i ferraresi..
sabato 10 aprile 2010
Un brindisi al futuro!
mercoledì 31 marzo 2010
Ecco, noi siamo GLI ALTRI
Da guardare fino alla fine, il racconto di come ha "operato" LaRepubblica è meraviglioso.
(grazie a faustiko per il link)
martedì 30 marzo 2010
Orgoglio e (pre)giudizi
Quando ieri sera sono usciti i risultati ero molto contento. Lo ero perché chi ho votato in provincia ha raccolto un incredibile 10% e un insperato 7% a livello regionale.
Un risultato che mi ha fatto essere per una volta davvero orgoglioso dei miei concittadini, anche se ancora minoranza, certo.
Oggi poi, leggendo i risultati nazionali, sono stra-contento della vittoria del centro destra. Perchè questo darà una forte accelerata all’auto-distruzione sia di chi governa, sia di chi l’opposizione l’ha condotta sempre in maniera sbagliata se non connivente.
Abbiamo ingranato “la quarta” prima di buttarci nel burrone e, dal momento che non si può evitare, l’idea di accelerare la cosa mi sembra ottima.
Inutile lamentarsi, il paese potrà essere ricostruito solo dopo che questi avran lasciato unicamente le macerie, ma è una questione di tempo.
In Emilia, almeno, abbiamo già iniziato a lavorare per il dopo.
venerdì 26 marzo 2010
Vota Silvia Noè
Una con un cognome che è tutto un programma. No, non mi riferisco all’omonimia col personaggio dell’arca. Ma quella con uno molto più influente al giorno d’oggi: Casini, che è il cognome di suo marito. Un marito che di lavoro fa “il fratello” del più famoso Pierferdinando.
Silvia l’ho conosciuta ai tempi in cui era presidente dell’associazione imprenditori di Bologna.
Il suo essere molto pappa-e-ciccia con i politici di governo del momento (a prescindere dal colore) me la rese ancor più antipatica del suo essere tifosa sfegatata della Virtus.
Finito il suo mandato all’associazione uno pensa, sarà tornata a lavorare a tempo pieno nella sua azienda. Invece no, l’ingombrante cognome (sempre Casini, non Noè) le fece capire che il suo futuro era in politica. Il caso volle poi proprio con L’UDC del cognato...
Ed è così che Silvia si candida da cinque o sei anni ad ogni elezione: comunali, europee, di condominio… e ora alle regionali.
Fino ad ora ha collezionato un record di trombature che la vede seconda solo alla buon’anima di Moana Pozzi. Anzi no, quest’ultima in parlamento riuscì ad entrare.
Ah, la foto che ho messo è di una precedente campagna elettorale ma dal momento che lei si ripresenta sempre cambiando solo lo slogan non vedo perché dovreste trovarci voi qualcosa da ridire.
mercoledì 24 marzo 2010
Vota Vecchi
Del suo spot rimane impresso il tizio col passamontagna che punta la canna di una 44 magnum verso chi guarda mentre la voce fuori campo ammonisce: “Bologna, prima in Italia per furti e rapine”. Poi arriva lui, fisico da buttafuori imbolsito e sguardo incazzato. E ti dice: “Sono Alberto Vecchi, ho denunciato lo scandalo dei rimborsi facili delle pancere e oggi chiedo il vostro voto perché sia applicata anche in Emilia-Romagna
Bene, bravo, bis. Ma chi ha il coraggio di andar a spiegare all’ex-fascistone che i tunisini clandestini non c'entrano un cazzo con i conti gonfiati delle USL ?!?
lunedì 22 marzo 2010
Vota Grillini
Per le regionali torna in pista anche il leader Arci-Gay Franco Grillini, questa volta con la casacca di Di Pietro.Fonte di dubbio lo slogan che lo accompagna: “onestamente diverso”. Non si capisce se sia un rimando al suo orientamento sessuale o al fatto che negli ultimi due anni abbia militato nel PSI di De Michelis.
venerdì 19 marzo 2010
Notiziona: la Santanchè non l'ha data !
ROMA – La neo sottosegretaria all’attuazione del programma Daniela Santanchè ci ha tenuto oggi a precisare che per ottenere il posto non l'ha data nemmeno al presidente.
lunedì 15 marzo 2010
Vota Mambo

Tempo di elezioni ma soprattutto di candidati. In una regione come la mia dove a comandare è lo stesso partito da 50 anni, pensare a svolte o piccoli cambiamenti è pura fantascienza. E mica perché abbiamo chi sa quali amministratori (cosa che non credo assolutamente)! No, è solo che quelli dall’altra parte presentano una serie di personaggi al limite dell’assurdo. Dei mezzi freak ai quali uno sano di mente guarda pensando: “cazzo, non possono essere sul serio così..” . Ed invece lo sono.
Vedere i loro spot sulle reti locali o i manifestini appiccicati qua e là ti fa capire perché un PD inetto e ladroncello vincerà a mani basse per i prossimi due secoli, per manifesta inferiorità degli avversari.
Da oggi ecco quindi una piccola carrellata di alcuni di quei singolari personaggi che chiedono il mio voto in nome del cambiamento (?). Tipo tal Marco Mambelli, Mambo per gli amici (se mai dovesse averne). Oh, per intenderci subito: Mambo è una delle menti che ha creato Miss Padania.
Forte di quel successo, per intercettare, a suo dire, il voto dei giovani, ha deciso di non apparire sui manifesti ma di farsi sostituire da tre figonze in t-shirt con
Pur essendo ancora minoritario il numero degli arabi che vanno in giro con cinture esplosive, il Mambo promette che concentrerà il suo mandato al contrasto dell’immigrazione clandestina.
No so.. non credo che avrà il mio voto. Le tre squinzie poi non sembrano nemmeno siliconate.

