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mercoledì 7 dicembre 2011

lunedì 11 ottobre 2010

se hai visto CHI L'HA VISTO

Non seguo più di tanto la cronaca. Men che meno la nera. Leggere di Tizio che ha ammazzato Caio, di come sia avvenuto e cosa l’abbia spinto non mi ha mai interessato, tanto meno quindi avverto l’esigenza di scriverci sopra.

Il caso della quindicenne uccisa e violentata (tutti i TG hanno rimarcato che quello fosse l’ordine degli eventi) dallo zio non fa eccezione perché come la quasi totalità dei fatti di sangue non ti permette distinguo o prese di posizione che possano essere spunto di una benché minima discussione. Fan più chiacchiera da ascensore.

- “hai sentito di quella povera ragazza?”

- “eh si, poveretta.. che schifo, lo zio non merita nulla”. Punto.

Già, punto.. che mai si può aggiungere?!??

Ma su quanto accaduto nella trasmissione “Chi l’ha visto?” e su come sia stato gestito il collegamento con la famiglia della ragazza, con l’ annuncio della morte e dell’arresto dello zio in diretta è tutta un’altra faccenda.

Il sacrosanto diritto di cronaca, sempre invocato e spesso travalicato non centrava niente con lo spettacolo che si è consumato la scorsa settimana. La lettura delle notizie di agenzia che si susseguivano, i primi piani insistiti sul volti più basiti ancor prima che sconvolti non hanno giustificazione alcuna.

Come il sentire la Sciarelli rivolgersi a quella madre chiedendo se volesse interrompere il collegamento o continuare, un gesto da liquidare come demenziale se non fosse stato per la tragicità del momento.

martedì 3 agosto 2010

nuovi guai in BP

Riunione tipo della task-force "risolvi problemi" della nota multinazionale ultimamente al centro di qualche pretestuosa polemica da parte dei soliti ambientalisti rompicoglioni.. (grazie a Faustiko per la segnalazione).

lunedì 10 maggio 2010

DEAD SET



Nona edizione del Grande Fratello inglese, 64mo giorno. Sotto lo sguardo di telecamere ormai abbandonate (ma inesorabilmente accese) inizia per i partecipanti al reality l'orrore più irreale: il paese si è trasformato in un'orda di zombie affamata.
I fan che premevano ai cancelli della casa per rubare una foto o un saluto ora sono morti viventi, desiderosi di nutrirsi, un po’ come prima del resto, dell'effimera esistenza dei loro idoli televisivi.


Tutto questo è DEAD SET. Una miniserie tv, sgradevole per il linguaggio, per la violenza delle scene ma soprattutto per la durezza del messaggio che potete trovare piuttosto facilmente in rete già sottotitolata. Anche perchè dubito che così come è stata girata mai verrebbe trasmessa da una TV italiana.


La mattanza che si consuma nelle due ore della sua durata è prima ancora morale più che di corpi e budella. L’horror diventa così il mezzo, una cinica allegoria per la lettura della cultura di massa e un modo certamente originale per puntare dito (o telecamera) verso l’orrore più pericoloso che essa contiene e trasmette.


Oh, che l'Inghilterra sia un paese avanti anni luce lo dimostra il fatto che l'idea di questa cattivissima satira in salsa horror sia di quella Magnolia che è anche la casa di produzione dello stesso Grande Fratello. Viva la libertà di pensiero!

mercoledì 21 ottobre 2009

Potere della TV


Stesso terremoto. Eppure gli abruzzesi che passano sul TG1 hanno già ricevuto le casette e sorridono sempre, quelli intervistati dal TG3 sono ancora nelle tende.. ammollo sotto l’acqua. Boh.

venerdì 9 ottobre 2009

Blue steel o magnum ?

Quel che si dice duttilità fotografica...

martedì 15 settembre 2009

Una TV pubblicamente privata



Per lo speciale di Porta a Porta in cui Silvio consegnerà le chiavi delle prime case ai terremotati d’Abruzzo è stato spostato Ballarò, rinviato Matrix, sospesi i treni a lunga percorrenza e chiusi i pronto-soccorso.


La cosa che più lascia increduli è che l'opposizione voglia innalzare una bieca questione di share a boicottaggio del giornalismo indipendente. In Italia. Floris, poi !!

Ahahahahhah... vabbè, almeno il gioco dei pacchi è salvo.

giovedì 10 settembre 2009

F**k You

Non diventerà un tormentone come la Not Fair che ci ha bombardato timpani (e non solo) tutta l’estate ma il nuovo singolo di Lily Allen qualche indubbio merito ce l’ha.
Anche se musicalmente non la si può definire certo una perla di originalità, è supportata da un video divertente e un testo.. come dire.. inconsueto per il genere pop.


Destinatario risulta essere il passato presidente George W. Bush, al quale viene riservato un’elegia di male parole che più esplicite non le si potrebbe metter giù, canticchiate però su una melodia orecchiabile che purtroppo maschererà ai più la rabbia civile della piccola Lily


Segue una traduzione del testo ad uso e consumo di ciascuno.

FUCK YOU

Guardati dentro, guarda nella tua testolina

poi guarda un pò meglio,siamo stanchi di tutto l’odio che hai dentro.
Cosi tu dici, non è ok essere gay


bene, io penso solo che sei cattivo, sei solo un razzista che non merita di allacciarmi le scarpe

il tuo punto di vista è medievale.
Vaffancul.o vaffancul.o molto moltissimo perchè noi odiamo quello che fai


e odiamo quelli come te dunque per favore non restiamo in contatto
vaffancul.o vaffancul.o molto moltissimo


perchè le tue parole non hanno senso e si sta facendo tardi dunque per favore non restiamo in contatto
Ti piace fare il meschino? tu vuoi essere come tuo padre se è approvazione che cerchi non è cosi che la troverai


tu, veramente godi vivendo una vita cosi piena di odio?

Perchè cè un buco dove andrebbeesserci la tua anima stai perdendo un pò il controllo ed è veramente sgradevole.
Dici che pensi che abbiamo bisognodi andare in guerra bene,ci siamo gia in guerra perchè è gente come te che deve essere eliminata

mercoledì 9 settembre 2009

Handicap o Cavallino

E’ morto Mike Bongiorno. Lo so, me lo hanno scritto ieri pomeriggio via sms in rapida successione tre persone diverse. La ragione ? Difficile da dire, quando morì il papa mica nessuno si prese la briga di dirmelo. Perché per Mike si ? Un’idea ce l’ho e non è che c'ho amici strambi.. no.
E' che Bongiorno (più di Wojtila e Michael Jackson) era asceso da molto tempo a pura icona.
Mike era già Mike vent’anni prima che io nascessi o giù di lì. Quanti sono i personaggi che possono vantare loro buon grado carriere simili ? Presto detto: Baudo e Andreotti. Stop.

Per questo se muore uno così provi smarrimento. E’ l’idea di un eterno, seppur relativamente a te, che viene meno.

Mike per me era quello di “Handicap o Cavallino” uno dei miei ricordi in bianco e nero assieme a Supergulp e Non-stop.
Era un gioco incasinatissimo di cui non capivo una cippa ma c’era questa ruota che giravano e usciva la scritta HANDICAP (e portava male ai concorrenti) oppure il disegno del CAVALLINO Michele che, ovviamente, somigliava a Mike. Poi c’era un tizio chiamato Giuliano Canevacci al quale Mike poteva chiedere qualsiasi cosa, lui ci pensava un po’ e poi dava sempre la risposta giusta. Una certezza.

Finito quel telequiz e le nostre strade si divisero. Mike ha continuato a presentare e io lo incontravo spesso durante lo zapping compulsivo che da sempre mi accompagna. Pochi secondi, giusto per vedere che nulla fosse cambiato e poi proseguivo. Anche quella era a suo modo una certezza.

Ultimamente l'ho incrociato solo con Fiorello, non erano più i quiz da busta uno, due o TRE ma mi sembrava sempre quello. E allora continuavo lo zapping, tutto a posto si poteva proseguire...

Sapere che è morto Mike significa che se ne è andato quello che guardavo da cinquenne a letto con i miei genitori tutti i giovedì sera, fino ad addormentarmi. E la cosa non può non farmi dispiacere.

venerdì 31 luglio 2009

Travaglio Vs. Sofri

Antefatto: qualche mese fa scoppiò un mezzo casino per l’intervista di Vauro e della principessina Borromeo alla trasmissione L’ERA GLACIALE della Bignardi, intervista tagliata dal direttore Marano a causa della par condicio. Si disse, allora, che sarebbe poi stata riproposta a fine elezioni. In verità il programma si concluse senza la messa in onda di alcun che.
Fra Marco Travaglio e Luca Sofri, sui rispettivi blog, è esplosa una polemica ancor più grande che io, qua riporto, a mo’ di botta e risposta per vostra comodità, poi ognuno giudicherà in proprio...

Apre Marco Travaglio :
Un mese fa, con la scusa della par condicio, Daria Bignardi tagliò l’intervista a Vauro e a Beatrice Borromeo, ma giurò di trasmetterla nell’ultima puntata dell’Era glaciale: infatti, nell’ultima puntata, ha intervistato il giornalista Calabresi, il cantante Morgan, il velista Malingri e lo scrittore Lolli. Vergogniamoci per lei.

Risponde Luca Sofri:
Bugiardo e falso, Travaglio attribuisce a Daria Bignardi il taglio dell’intervista, che sa essere stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare. Bugiardo falso e stupido, Travaglio ritiene che Daria Bignardi abbia trovato una “scusa” per tagliare un’intervista che aveva scelto di fare lei stessa. Bugiardo e falso e vile, Travaglio si inventa che Daria Bignardi abbia “giurato” che l’intervista sarebbe stata trasmessa nell’ultima puntata: e anche in questo dirotta dove gli è più facile le accuse che ha paura di fare ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni visto che simile promessa non l’ha mai fatta nemmeno lui. Bugiardo e falso e incompetente, Travaglio non sa o finge di non sapere che la par condicio termina con i ballottaggi e che quindi nessuno avrebbe mai potuto annunciare quell’intervista per l’ultima puntata: Marano annunciò infatti che sarebbe andata in onda su RaiDue una volta finita la par condicio. Ma di Marano Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice.
Poi uno si chiede come abbia fatto a perdere una querela da Cesare Previti.

Contro-replica di Marco Travaglio:
L’Era glaciale è finita venerdì sera, ma l’intervista censurata non è andata in onda nemmeno ora che le elezioni europee sono passate.
Scrive il poveretto che la censura è “stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare”. Insomma, io avrei “paura di fare accuse ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni… Di Marano, Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice”.
Questo pover’uomo ignora che sono stato il primo a denunciare la decisione di Marano di chiudere il programma di Massimo Fini, “Cyrano”, prima sull’Unità e poi nel primo capitolo del libro “Regime”.
Ignora pure che un mese fa, quando Marano ordinò il taglio dell’intervista a Beatrice e a Vauro e la Bignardi servilmente si piegò alla censura, scrissi sull’Unità quanto segue: “Si attende da una settimana che la Commissione di Vigilanza e il Cda Rai, ma anche le ‘authority’ e i ‘comitati etici’ dicano qualcosa, una parola non di più, sulla censura subìta da Vauro e Beatrice Borromeo all’”Era glaciale” a opera del direttore Marano e nel silenzio della cosiddetta conduttrice Daria Bignardi. Che poi è la versione giornalistica di Lorena Bianchetti. In Spagna avrebbe qualche problemino, ma in Italia Daria Sbianchetti farà un carrierone”.
E’ la Bignardi, non certo io, a temere di contraddire Marano. E’ lei, non io, a temere per la sua comoda poltroncina. Io non vado in onda perché Marano mi abbia ingaggiato, strappandomi a suon di centinaia di migliaia di euro a La7: io vado in onda perché mi ha chiamato Santoro, che a sua volta va in onda grazie alle sentenze dei giudici di Roma, a dispetto dei vertici Rai che si sono opposti in ogni modo giudiziariamente al reintegro di Michele epurato dall’editto bulgaro. Marano non s’è mai permesso, in tre edizioni di Annozero, di censurare alcunchè: forse perché aveva di fronte un Santoro, non una Bignardi.
Questo omuncolo sostiene che mi sarei inventato la promessa della Bignardi di trasmettere l’intervista censurata nell’ultima puntata dell’”Era glaciale”, e fingerei di non sapere che “la par condicio termina con i ballottaggi”. Cito testualmente le parole della Bignardi: “Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto”. Siccome la Bignardi sapeva benissimo che il suo programma sarebbe finito il 12 giugno, l’unica puntata utile “dopo le elezioni” era appunto quella del 12 giugno, e il riferimento alle “elezioni” non poteva che riguardare le europee del 6-7 giugno. I ballottaggi infatti erano fissati per il 21, ben oltre la chiusura del suo programma. Non ho costretto io la Bignardi a mentire, promettendo una cosa che sapeva di non voler o di non poter fare. L’ha fatto lei, sua sponte.
Confermo, con buona pace del Sofri minore, che quella della “par condicio” elettorale e dell’assenza di “contraddittorio” era una penosa “scusa” per adeguarsi al diktat di Marano. Infatti la Bignardi ha intervistato, in periodo di par condicio, politici come il ministro Zaia e altri senz’alcun contraddittorio. Se poi si temeva che le frasi di Vauro e Beatrice su Berlusconi potessero turbare la campagna elettorale, quel timore (peraltro ridicolo) poteva valere per le elezioni europee in cui Berlusconi era candidato (peraltro ineleggibile), non certo per il referendum o per i ballottaggi delle amministrative, dove Berlusconi non è candidato.

Il poverino conclude: “Poi uno si chiede come abbia fatto (Travaglio) a perdere una querela da Cesare Previti”. Purtroppo gli sfugge la differenza fra una querela (ramo penale) e una causa per risarcimento danni (ramo civile). La prossima volta, prima di avventurarsi su terreni tanto impervi, questo piccolo analfabeta potrebbe rivolgersi a chi, in famiglia, di penale deve intendersi per forza.
A proposito di famiglia, dimenticavo: si sapeva che Luca Sofri è il marito di Daria Bignardi; ora sappiamo che è pure il suo Ghedini personale.

lunedì 6 luglio 2009

Airys e le sue tette


Good news per la musica italiana. Syria si è rifatta nome (ora si fa chiamare Airys) e tette.
Per pubblicizzare il primo ha messo in mostra le seconde su Rolling-Stone .
Il giornale le dedica 3 pagine, di cui due alla gigantografia delle zizze e l'ultima per una esaustiva intervista alla donzella, corredandola almeno con sei o sette domande.
Dopo aver dedicato una quindicina di minuti alle prime due pagine, per non passare per superficiale, ho letto anche l’interview.
E qui scopro che Airys ha cambiato nome perché ha “svoltato” a livello musicale, grazie ad una serie di frequentazioni di gruppi della scena “alternativa” (?!???) italiana.
Da qui un nuovo disco.

Metti poi che uno nel frattempo incroci il video promozionale su mtv e scopra che il tutto si riduce ad essere una scopiazzata in italiano di Kyle Minogue e allora pensa : "Ok, non sarà proprio indie.. però ha davvero due belle tette.."

mercoledì 17 giugno 2009

ITALIA - USA 3-1

E’ il giorno dell’incontro USA-Italia, sia a livello di capi di governo sia (più importante) a livello di nazionali di calcio. Mentre Silvio sfodera un cerone più scuro del solito per mettere a suo agio il pari grado Barack, io, davanti al televisore mi preparo al REDDE RATIONEM contro gli imperialisti.
Il commento è affidato al ciuffo di Marco Civoli, un uomo che trasmette pathos ed emozioni come il tizio che legge le temperature alla fine del Tg. Al suo fianco Salvatore Bagni che ride.
Bagni ride perché pensa a quanti soldi lo paga la RAI per le sue stronzate.
Partono gli inni, quello americano è più bello.. è inutile. Si mettono a cantarlo anche i nostri, la cosa è un po’ imbarazzante, quasi come i pigiami che indossano: sembrano quelli di Fantozzi nella partita scapoli/ammogliati.
Lancio della monetina e stretta di mano tra i capitani, la terna arbitrale fa i complimenti a Buffon per la Seredova.
Partiti. Gli americani non guardano la palla, guardano le caviglie di Pirlo.
Fase di studio, Civoli spiega che noi sbagliamo i passaggi per via dell’altitudine, a 1500 metri arriva meno ossigeno al cervello e noi, che siamo più tecnici, ne soffriamo”.
Intanto gli americani, tutti ex apneisti, ci passano sopra e fanno il dito medio.
Zoom su un primo piano di De Rossi che col labiale ha detto ‘accipicchia’.
L’arbitro cileno, che ancora ce l’ha con gli americani per il golpe del ‘72, alla prima occasione espelle uno dei loro per dispetto.
La partita si fa in discesa per noi, tanto che Chiellini rotola addosso ad uno dei loro e provoca un rigore. 1-0 USA.
Bagni : “affidarsi al blocco che ha vinto i mondiali, è un suicidio sono troppo vecchi e non hanno fame di vittorie. Lippi è un incompetente".
Fine primo tempo.
Con 11 Gattuso saremmo 4-0, ma ne abbiamo uno solo e per di più stanco, entra al suo posto il sosia di Robbie Williams, due minuti e tira una da mina da 30 metri e pareggia.
Si accorgono che Camoranesi non è italiano e lo sostituiscono.
Intanto gli americani sono rimasti al loro football e giocano solo a spintoni.
De Rossi, che ha il nome quasi uguale a quello che ha segnato, fa un gol quasi uguale al suo. Copionissimo.
Bagni : “affidarsi al blocco che ha vinto i mondiali, è un’ottima mossa . Sono giocatori esperti e hanno ancora fame di vittorie. Lippi è un grande".
Legrottaglie stende pari uno in area ma l’arbitro ci da ragione perché il difensore veniva da destra.
Allo scadere secondo gol di Robbie Williams, che così conferma di aver fatto bene a lasciare i Take That, 3-1 e tutti a casa.

Finisce anche il summit Obama-Berlusconi, in cambio di 10 mln per l’Abruzzo il nostro premier gli ha girato i numeri di una cinquantina di ragazzotte amanti della politica a 360°, con una predilezione per i 90°




venerdì 22 maggio 2009

Anto', fa caldo...















Come da tradizione, ad ogni cambio di stagione, ecco gli efficaci consigli del TG2:
  1. Accantonate per qualche mese il vostro pile preferito
  2. Nelle ore più calde in spiaggia evitate di mangiare brasato accompagnato con del barolo del ‘97, meglio un frutto.
  3. Vestitevi esclusivamente di lino bianco, tipo “Uomo del monte” o Yanez l’amico di Sandokan
  4. Portate il nonno a fare un giro all’ipermercato
  5. Spegnete i termosifoni

giovedì 14 maggio 2009

Sotto Zero

Una puntata intera, due ore e mezza sul legame tra Berlusca e la diciottenne, Berlusca e la Veronica, Berlusca e le starlette da portare in politica. Non era nemmeno giornalismo-moralista, era gossip da Novella 2000. Per di più noiosissimo.

Vedere poi l’immarcescibile inviato Sandro Ruotolo (con troupe RAI al seguito) fare il collegamento dal locale dove la Noemi ha fatto la festa o Monica Guerritore che presta la voce, rotta dall’emozione, alla lettura delle lettere di Lady Berlusca.. beh mi fa prima cascare le palle, poi incazzare per come sputtanino soldi pubblici.
A contorno poi le vignette piuttosto bruttarelle di Vauro, più retorico di quel (già tanto) che è suo solito. Colpa forse della minipurga comminata da una dirigenza RAI, ossequiosa come suo solito al governo di turno, si è anche visto innalzare al grado di martire della censura.

Santoro ormai si è fatto prendere dal livore personale. Conduce il programma come una vecchia portinaia tutta presa dal lanciar merda sull’inquilino stronzo che vive nell’attico.
Ma è un gioco troppo facile, visto che il pubblico che lo segue non si aspetta altro. Un gioco però che alla lunga stanca e non aggiunge nulla a quanto già si sappia.
E allora ? Suggerisco di sostituirlo con una portinaia vera, risparmiamo i soldi di un contratto da centinaia di migliaia di euro con in più avremo le scale pulite a Saxa Rubra.

mercoledì 8 aprile 2009

Dal terrore all'orrore..



- Come si chiama quell’animale.. quello che si nutre dei cadaveri ?
- La iena ?
- Nooo, dai.. quello che si avventa sui moribondi .. fa il bagno nel loro sangue.
- l’avvoltoio ?
- nooo, dio bonino ce l’ho sulla punta della lingua ! Eddai, c’ha pure lo stesso nome di uno scooter e ama circondarsi di plastici della scena insanguinata.
- Capito. Credo si chiami Bruno Piaggio.. o una roba simile.

giovedì 19 marzo 2009

Una, nessuna, centomila notizie

Strade insanguinate nell’ultimo weekend.
Nonostante le ronde, si è registrato un nuovo tragico episodio di bullismo: due cani randagi di origine rumena, col tasso alcolemico oltre il limite, hanno stuprato una donna che stava lavorando in assenza di condizioni di sicurezza.

giovedì 5 marzo 2009

Moana Pozzi: vita e opere

Hanno fatto fiction su chiunque.. papi, forze dell'ordine, musicisti e mafiosi.. la pornostar fino ad oggi mancava. Un vuoto che SKY ha finalmente colmato.
E’ notizia di questi giorni che presto inizieranno le riprese di un film per la TV dedicato a MOANA POZZI. Ad interpretarla: Violante Placido (Aleee- oh-ooooh).

Toccante la sua dichiarazione alla conferenza stampa introduttiva: ''Moana è stata una donna dal grande coraggio - spiega l'attrice - che è riuscita a mantenere tutta la sua dignità nonostante scelte di vita discutibili. Si può dire che abbia illuminato le menti di molti rompendo o rifiutando certi schemi''.

Ecco un bel modo di descrivere l'effetto che ebbe Moana su noi adolescenti: c'illuminava la mente..

mercoledì 18 febbraio 2009

purtroppo IL PAESE E' REALE..

Copione rispettato, a meno di due ore dalla loro esibizione è arrivato il verdetto: eliminati.
Ha ragione Manuel: il paese è reale. Di che stupirsi quindi ?
Infatti non c’è stupore, è solo rabbia che muore.. continuando nella loro citazione.

Rabbia che muore per tutti gli AlBano, MarcoCarta (scritto attaccato pure lui), Pupo e altre amenità premiate invece dalla festosa giuria.

E un peccato ancora più grande sarà non rivederli venerdì sera su quel palco con la loro "special guest" annunciata: Cristiano Godano. Quello si che sarebbe stato il massimo, altro che finale dei mondiali.. godimento puro.

Chiudo con il commento della sempre mitica Gialappas: “bravo Manuel,per piacere fai una copia del testo e dalla a Masini così capisce come si scrive un pezzo senza scadere nel qualunquismo”.

Amen.

mercoledì 14 gennaio 2009

Povero Faber


Quello che segue é un articolo apparso sul FOGLIO un paio di giorni fa. Singolare, per la prima volta mi accorgo di essere d'accordo con loro...

A essere un grande cantautore bisogna assolutamente evitare di morire, per non finire dentro una commemorazione.
La commemorazione accorata e sincera trasformerà il grande cantautore in qualcos’altro, un tizio disfunzionale a metà fra Gandhi, Garibaldi, Foscolo e Branko. E’ successo ancora una volta, nel decennale della morte, a Fabrizio De André: vittima di molte celebrazioni in cui non si è mostrato De André mentre parlava, suonava, cantava, ma si è raccontato di quando si è incontrato De André e allora lui ha detto e io ho detto e insomma lui era un grande ma in fondo anch’io e ci capivamo al volo. Vittima domenica sera della celebrazione massima, quella di “Chetempochefa”: la si era attesa con entusiasmo, per ascoltare un po’ di stupende canzoni, guardare qualche immagine in bianco e nero, commuoversi eccetera.
Tutti sono andati da Fabio Fazio, però, per strappare un pezzetto di De André e indossarlo, infilarci dentro la Striscia di Gaza, la scuola, Spoon River, la pace e la tolleranza (“Fabrizio era prima di tutto un pacifista enorme”, ha detto Roberto Vecchioni prima di sbagliare le parole de “La guerra di Piero”).
Fazio era giustamente l’uomo più felice del mondo, l’amico di famiglia, il celebrante e il celebrato, l’officiante affettuoso e grato (Luciana Littizzetto continuava a dirgli: “Cosa c’entri tu?”), ma anche lui soffriva insieme con noi spettatori mentre Lucio Dalla dai capelli arancioni leggeva le parole della canzone e quando quello della Premiata Forneria Marconi non riusciva a scandire “Bocca di Rosa”. A parte forse la Nannini, Tiziano Ferro, Fossati e Cristiano De André, hanno cantato tutti malissimo, compreso Franco Battiato che ha rovinato “Inverno”.
La serata ha avuto grande successo e ogni invitato ha sfoggiato un bel souvenir di De André, concedendogli in cambio con benevolenza il proprio passaporto culturale (Michele Serra, Giovanna Zucconi, Maurizio Maggiani, hanno avuto in dono un Fabrizio De André a loro immagine), proprio a lui che, diceva, non voleva condurre nessuno da nessuna parte perché non avrebbe saputo dove, odiava le interviste perché erano “uno stress evitabile”, temeva di essere invadente ed era sanamente pigro.
Poiché tutti fanno come gli pare, si potrà allora rubare un altro pezzo di De André a uso personale, solo con i suoi versi (da “La domenica delle salme”): “Gli ultimi viandanti ci guardarono cantare/ Per una mezzoretta/ Poi ci mandarono a cagare”.




giovedì 27 novembre 2008

La rivincita della Sinistra

Una grande vittoria: 56 contro 44%. Mai un esponente della sinistra si era imposto in maniera così netta dal 1946 ad oggi. Pazienza fosse solo la finale dell’Isola di Famosi.
Per il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero però non ci sono dubbi: l’uomo su cui puntare per le prossime elezioni europee del 2009 è Vladimir Luxuria.
Del resto sono ormai certe le partecipazioni di Vendola al Grande Fratello e Bertinotti a la pupa ed il secchione. Il Partito ha tracciato finalmente una nuova linea politica…