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martedì 5 febbraio 2013

Non tutte le svedesi hanno le tette grosse


Il film non l'ho visto. Ci sono comunque ottime possibilità che fosse un'autentica merda.
La merda, per altro, sarebbe un soggetto piuttosto inutile su cui dissertare poichè ritengo che una buona parte dei miei attenti lettori abbiano più che chiaro l'argomento.

No, il post è dedicato a Karin Elisabeth Dreijer Andersson (si, ho usato il copia-incolla) nota ai più (vabbè, si fa per dire) come FEVER RAY.
La giovane scandinava sembra cresciuta a Bjork e salame. Una dieta, forse, iper-proteica ma che se poi decidi di fare la musicista ti torna utile, garanzia di un risultato non banale.
A cui va aggiunto anche il mio amore incondizionato al di là della taglia di reggiseno.

god förmåga att lyssna !!

(si, ho copia-incollato pure questo)

lunedì 14 gennaio 2013

Sindrome di Wes Anderson

Inverno, periodo di influenze. Come molti italiani anche io sono rimasto colpito durante le feste da una malattia. La mia è abbastanza misteriosa e si è manifestata dopo la visione di MOONRISE KINGDOME. Una patologia, questa, di cui si sa ancora pochissimo. Quel che è certo è che non voglio essere curato.


I primi che l'hanno raccontata (in musica) sono I Cani, gruppo di punta della nuova scena indie-elettronica italiana. Si tratta del Disturbo di Wes Anderson o Sindrome WA, degenerazione che colpisce gli individui di varie età che dopo la visione dei film del regista vogliono diventare personaggi dei suoi film.

Come descritto anche nella pubblicazione del ricercatore tedesco Ralf Hütter dal titolo “The Real Life With a Real Steve Zissou”, i soggetti afflitti da questo raro disturbo diventano pericolosi per se stessi e per le persone attorno a loro, vivendo in un mondo parallelo che risponde alle regole delle sceneggiature di Wes Anderson.
Se non adeguatamente curata, la malattia può degenerare e portare, felicemente, alla morte cerebrale.

In caso di mia dipartita io mi reincarnerò in Max Fischer.

PS. Pur non esistendo cure vorrei ringraziare pubblicamente il Dottor Faustiko per avermela diagnosticata

giovedì 10 gennaio 2013

Nuovi edifici che crollano, quadri neri e altre robe bellissime



Partiamo con una doverosa premessa. Gli Einstürzende Neubauten non sono propriamente un gruppo "commerciale". Spesso l'eccessivo uso del noise-industrial (ad un concerto il buon Blixa ha smesso di cantare e per un po' si è messo a "suonare" un martello pneumatico ) non me li hanno mai fatti entrare del tutto nel cuore, per usare un eufemismo.

Però, c'è un PERO'. E dura 4'24". Ed è un capolavoro assoluto.


Non è il rosso del sole morente


la sorprendente macchia sulle lenzuola del mattino

Non è quel rosso di cui sanguiniamo



Il rosso del cabernet sauvignon

Un mondo di rubino, tutto invano



Non è quel rosso



Non è come la famosa pioggia di Zeus

Non viene assolutamente giù dal cielo

E' all'aperto, ma non viene rubata

Non è quel color oro

Non è d'oro come la memoria

O come l'età dallo stesso nome



Non è quel color oro



Vorrei che fosse questo il tuo colore

Il tuo colore, vorrei



E' nero come il quadro di Malevitch

La gelida fornace nella quale fissiamo gli occhi

Un tono alto su una gradazione futura

E' una fiaba da notte invernale senza stelle

Ti si adatta bene



E' quel nero



Vorrei che fosse questo il tuo colore

Il tuo colore, vorrei...

martedì 4 dicembre 2012

aXXL Rose



Non è invecchiato esattamente "benissimo"...

venerdì 9 novembre 2012

Fausto Papetti e la ghiandola mammaria

Larga parte della mia forma mentis in tenera età la devo a lui.
Non tanto per la musica (che fosse sassofonista nemmeno lo sapevo) ma per le mitiche raccolte. Una incredibile, sterminata sequela di tette.
Avrò avuto 7/8 anni quando rimasi la prima volta in contemplazione diversi minuti davanti ad una delle sue copertine come fosse stata la Sindone. Pur ignorandone la ragione aveva un appeal innegabile. 
Purtroppo, a coglier l'opera del celebre musicista, era possibile solo a casa dello zio, uomo buono con gusti musicali che oggi si definirebbero decisamente nazional-popolari. Possedeva l'opera omnia dei vari Al Bano, Mino Reitano, quell'altro dei watussi... e Fausto Papetti appunto.

A casa mia invece no. Da noi solo De Andrè, Guccini e De Gregori... insomma du' palle. Ma soprattutto neanche una tetta.

giovedì 25 ottobre 2012

Non è posto per gli eroi


Il mio giornaliero giro su you-tube alla ricerca di novità musicali mi ha regalato questa perla, che novità non è perché in realtà è del 2010. Tanto per cambiare loro sono inglesi, si fanno chiamare THE HEAVY e questa short change hero è stata nella colonna sonora di film, telefilm e pure videogiochi.

Ho scelto una versione montata con le scene di SIN CITY. con i personaggi di Robert Rodriguez a me dà letteralmente la dipendenza.  

martedì 23 ottobre 2012

il ritiro del cazzaro

E’ un’ottima giornata per la musica: James "ganassa" Blunt ha deciso di lasciarla.

lunedì 8 ottobre 2012

Il piacere è tutto mio

Piccolo spazio, pubblicità. Oggi vi voglio raccontare di un posto speciale: TRACK MY PLEASURE, un blog musicale.


“Blog musicale” perché è differente dai blog sulla musica. Si perché mentre nei secondi la musica è oggetto di dissertazioni, recensioni, commenti, etc. qua è la sola ed unica protagonista. Tanto che i post hanno tutti la medesima struttura: link youtube, testo della canzone, sito ufficiale e l’eventuale pagina di wikipedia.

Raccontato così potrebbe sembrare un lavoro d’archivio, quasi asettico. Invece no, è l’esatto contrario.

La poliedrica Vivi (nota come Ifsantag2 su youtube, flickr e deviantart) riesce in questo modo a fornire all’ascoltatore tutti gli strumenti e le informazioni pur rimanendo dietro le quinte, lasciando così interamente la ribalta agli autori che segnala di volta in volta.

Insomma, un posto unico in cui perdersi. E se poi ci aggiungete che la musica presentata è solo di qualità allora non potrete che fare altrettanto pure voi. Fidatevi.

lunedì 1 ottobre 2012

Per Sarah

Sabato prossimo, a fine della festa, quando anche gli ultimi parenti se ne saranno andati fai partire su questa canzone. 
Sarò lì a ballarla con te.

Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro?


E lui rispose dicendo:

Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.

Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.

E insieme nella silenziosa memoria di dio.

Ma vi sia spazio nella vostra unione,

E tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:

Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.

Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.

Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,

Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.

Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,

Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.

E siate uniti, ma non troppo vicini;

Le colonne del tempio si ergono distanti,

E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

(Il Matrimonio – Kahlil Gibran)

mercoledì 26 settembre 2012

la conclamata insensibilità dei minus habens


A qualcosa come 11 mesi dall'acquisto, finally, ieri sera ho potuto usufruire del mio prezioso biglietto per la data bolognese dei radiohead. Due ore abbondanti di sonorità penetranti, meravigliose, uniche.

Atmosfera impagabile, rotta solo dal commento a metà concerto di due sgallettate dietro di me in cui una fa all'altra: "Beh, un poco 'na palla 'sti pezzi lenti".
........

Penso: Calma, ama il prossimo tuo.
.....
.......
E invece no! quando è troppo è troppo!!! No, dico, ma brutta sgallettata minchiona dei miei coglioni !!! Ma si può non dico dire.. ma anche solo elaborare una vaccata simile su Pyramid Song?!???
Ma tu devi morire crocifissa!

Anzi, no meriti di peggio, meriti Nickelback...

venerdì 14 settembre 2012

Reinterpretando L'AMORE CIECO


A differenza di tanti presunti "puristi" io le cover le adoro. Primo perchè sono sempre un atto d'amore, secondo perchè spesso (mica sempre) regalano ad una canzone che conosci magari a memoria una nuova vita . 
Non è diverso dall'indossare un abito, può capitare che ti possa ringiovanire come abbruttire. E' quello che succede con le REINTEPRETAZIONI, perchè le cover preferisco chiamarle con un termine nella mia lingua che, nonostante i mille tentativi, non è ancora morta.Tiè.

In questo caso l'eclettico Jack White, anima e core dei White Stripes, si cimenta in una delle più belle ballads degli U2.
Beh, non è migliore dell'originale ma se non ne apprezzate la differenza di intensità, peste vi colga!!

giovedì 13 settembre 2012

If you try black, don't came back


Musicalmente parlando ho vissuto un’adolescenza travagliata. Sono cresciuto negli anni in cui imperversavano Duran, Spandau e Boy George. Anni che sarebbe dura definire positivi. Punto di riferimento in quel periodo era miocuggino-miocuggino, con 7 anni in più rappresentava l’unica alternativa alla sbobba in circolazione.


Il problema era che il cuggino risultava essere un metallaro. Per cui, vero che trovai qualcosa di diverso rispetto a Wham e accoliti ma l’ascolto di roba tipo Iron Maiden non mi riusciva di considerarlo propriamente salvifico. Le 7 note, viste le alternative, rimanevano ai margini della mia esistenza.

Poi, un giorno impreciso dell’autunno del 1990, scoprii Otis Redding e quel capolavoro di sittin’ on the dock of the bay . Fu il mio big bang musicale.

I due anni successivi sguazzai nell'oceano Motown: James Brown, Ella Fitzgerald, Wilson Pickett, erano i nuovi dei da adorare. E’ stato per me qualcosa di incredibile e indimenticabile perché non subivo più quello che passavano le radio, non ero più in scia al cuggino col chiodo di pelle, no. Avevo trovato la MIA strada ed era bellissimo.

Tutto quello che ascolto oggi, seppure all’apparenza possa sembrare talvolta parecchio distante, non lo è. Le mie radici sono ben piantate in Nina Simone e compagnia.

venerdì 7 settembre 2012

E tu da che parte stai?



Viviamo tempi ingrati, tempi difficili. Tempi in cui non ci si può ma soprattutto non ci si deve girare dall’altra parte, in cui diventa fondamentale schierarsi.

E allora io sto dalla parte di questa donna, dall'apparenza minuta che muta in prorompente energia appena inizia a suonare una chitarra che tra le sue braccia sembra in versione over-size.

Sto dalla parte di chi come lei, ha ripescato questo vecchio “traditional” degli anni della grande depressione per cantare il mondo di oggi.

Io sto dalla parte di Ani Di Franco.

mercoledì 29 agosto 2012

Adore Adore


Yoav Sedan non è esattamente quello che ti puoi aspettare che passi  MTV o RADIODEEJAY. Peggio per loro.
Per chi ha voglia di entrare i prossimi 5 minuti nel rarefatto, inquieto universo di questo musicista israeliano non se ne pentirà. io lo ADORO ADORO...

venerdì 23 settembre 2011

a Jacopo



180.345 sogni sono tutti i sogni che farai nella tua vita se ti metterai a dormire almeno per 3 ore a notte e a questi aggiungerai
Quelli che farai ad occhi aperti
Quasi 11 metri di capelli cresceranno sulla testa sulla quale ti farai 6.000 shampoo e cambierai
16 lavatrici e 15 computer con segreti che non sempre salverai
dirai almeno per 50 volte ti amo e finirai 300 volte da qualche dottore e prenderai 60.000 piccole pilloline e poi
farai prenderle anche tu…
riempire un mondo vuoto…. Si può.

Andrai a letto con una ventina di persone delle 1.900 che avrai conosciuto in giro e cambierai
Una decina di auto e coprirai quasi 1.000.000 volte la distanza fra la luna ed il tuo bar
Desidererai un'altra vita, un'altra donna, un'altra casa per tornare e fare finta che sia tua
E piangerai 30 litri di lacrime ma di queste solo un litro di gioia

Batterai le ciglia
400.000.000 di volte
Berrai 1.000 birre
E 2.000 bottiglie di vino

tutti questi numeri non servono poi a niente perché i conti alla tua vita potrai farli solo tu
e chi non conterà su di te vedrai che non conterà mai niente!
20 persone che ami se ne andranno
ti chiederai se c'entrerà Dio
Oh, non basta un addio, non basta un addio

Batterai le ciglia
400.000.000 di volte
Berrai 1.000 birre
E 2.000 bottiglie di vino....

martedì 12 luglio 2011

Le crudeli colombe nere

La storia è piena di re che stanchi decidono di abdicare. La cerimonia viene accompagnata solitamente da questa frase:” Ehm, popolo.. io mi sono rotto. C’avrei altro per la testa, idee.. progetti nuovi.. A star qua mi sento limitato per cui.. ciao!



Anche il mondo del rock è zeppo di (presunti) re e regine che mollano o imprimono svolte tali alla carriera da farli apparire non molto diversi dalle abdicazioni di cui sopra.



Tipo, la mia adoratissima PJ HARVEY ha, per così dire, sbroccato tre anni fa presentando un lavoro che più sperimentale non si poteva. Acustico, accompagnata col solo piano e con così tanti gorgheggi e svolazzi di voce da lasciare più di uno perplessi.


E tra i perplessi c’ero pure io. Va da se che quando pochi mesi fa annunciò l’uscita del nuovo Let England Shake, era il banco di prova per capire se la ragazza aveva deciso di tornare sui vecchi binari oppure no.



Dopo un primo ascolto la risposta è stata un oppure no grande come un tram.



La regina aveva abdicato, non aveva letto la dichiarazione con cui si formalizzano queste cose, certo. Ma nei fatti si era scocciata, aveva deciso di percorrere strade diverse.



E noi? E io? Voglio dire IO amavo la PJ di prima!! Quella che intonava le roche storie di sesso, sangue e sudore!! Ma-che-cazzo!! Io che che avrei fatto chi dovevo andare ad ascoltare per riempire il vuoto della regina vacante?!?



Già elaborare un lutto non è facile, ma quelli musicali li vivo come dei mezzi traumi. Ricordo che quando si sparò Cobain andai in giro con camicie di flanella a scacchi per onorarne la memoria fino a fine Luglio.



Poi ecco il fato, sotto forma di Silvia Boschiero quella di radio2, che mi presenta i BLACK CRUEL DOVES. E la magia di un basso-chitarra-voce-batteria si rinnova.


E del resto il segreto del rock sta poi tutto lì...



mercoledì 12 gennaio 2011

L'organetto dei sogni



Dai Doors ai Pink Floyd, dai Deep Purple alla PFM. E’ stato uno degli ingredienti principali nelle carriere di molte icone rock anni ’70. Ma il successo dell’Hammond è molto più ampio (attraversa molti generi dal jazz al funky fino al blues) e molto più duraturo (iniziato a diffondersi negli anni ’50 è ancora popolarissimo oggi).

Nato negli anni della depressione in USA come alternativa ai più costosi organi a canne, è uscito presto da quelle chiese per cui l’ingegner Laurens Hammond l’aveva progettato divenendo uno degli strumenti più popolari. Senza barriere di genere o stile. Un fenomeno che si è ripetuto solo con la chitarra elettrica.

In questi giorni se ne celebra l’anniversario e dal momento che la sua unicità me lo ha fatto amare da sempre pur rimando un totale incapace nel suo impiego, trovo giusto almeno celebrarlo!

E se è vero che quell'inconfondibile organetto ti richiama alla memoria decine se non centinaia di canzoni, quella che ho scelto rimane per me l’Hammondiana per antonomasia.

In attesa di conoscere le vostre, buon ascolto…

venerdì 8 ottobre 2010

To bring you my love

I was born in the desert
I been down for years
Jesus, come closer
I think my time is near...


L’ho incontrata per la prima volta una sera di febbraio del 1995. Non è stato un caso, quella sera al VOX ero lì per lei. La sua musica, scura come la notte, era una somma di grunge, punk e blues. L’avevo scoperta l’autunno prima, mi era entrata in testa e lì era rimasta.

Poi quella ragazzina con un trucco eccessivo, che avanzava incerta su tacchi troppo alti per risultare sexy quando salì sul palco si portò via anche la mia anima.

Al primo riff della sua Stratocaster si trasformò per sempre nella creatura più bella che si potesse desiderare.

Un giorno lessi che Nick Cave disse di lei che era la donna con le mani più fredde e le labbra più calde che avesse conosciuto. Beh, anche se non ho mai avuto modo di verificarlo non trovo definizione migliore per descrivere la sensazione che provo ogni volta nell’ascoltarla.

PJ Harvey, la Donna che merita più di chiunque che sia scritto con la maiuscola, oggi, parafrasando nanni moretti, è divenuta una splendida quarantenne.


venerdì 1 ottobre 2010

Cover dalla cameretta

Io ho una mia idea sulle cover: vengono meglio se l’originale non sia stato propriamente un successo planetario. Si perché altrimenti tu ci puoi mettere tutta la creatività ed il talento di questo mondo ma il confronto lo perdi. A tutti, dopo poche note, scatta il paragone e non c'è più partita

Questo lo pensavo fino a ieri perché i Pomplamoose mi hanno insinuato quantomeno il dubbio che si possa regalare una seconda vita indipendente anche a pezzoni che sembrerebbero inattaccabili.

I Pomplamoose sono un duo statunitense formato dal polistrumentista Jack Conte e dalla cantante/bassista Nataly Dawn. Il loro lavoro? Frullare e riassemblare in chiave elettro-jazz più o meno tutto quello che gli passa sotto al naso. Da Lady Gaga a Beyonce, dagli earth wind & fire a Edith Piaf. Il risultato è davvero buono anche perché rimane solo la struttura degli originali, tanto che nella maggior parte dei casi questo si rivela un valore aggiunto.

Sono anche un esempio estremo di autarchia alla faccia delle major: per sala di registrazione usano quella da pranzo, si girano in proprio i video e la vendita dei pezzi avviene solo su internet dove per altro la maggior parte delle loro versioni è scaricabile gratis legalmente dal loro sito.

Per presentarli ho scelto Beat It dello schiarito e trapassato Michael Jackson, buon ascolto...

domenica 19 settembre 2010

Her Morning elegance

In questi giorni su La7gira un promo che annuncia la ripresa di EXIT, il programma di approfondimento di Ilaria D’amico. Oltre che essere ben fatto, aveva qualcosa di famigliare ma ci ho messo un paio di giorni ad aprire la scatola della memoria giusta. Si tratta del video del musicista israeliano Oren Lavie per la meravigliosa anche se non propriamente conosciutissima HER MORNING ELEGANCE. Melodia incantevole, la più adatta a descrivere chi si ha accanto al risveglio una domenica mattina..