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martedì 19 febbraio 2013

Rutellò, 'ndo sei finito ?!?!?


Le elezioni sono dietro l'angolo e se un 30% di italiani è ancora indeciso è dovuto al fatto che uno dei nostri più illustri esponenti politici non pare aver chiaro che fare del suo futuro.
Anche il suo sito: www.alleanzaperlitalia.it è parecchio fumoso a riguardo. 
Va da se che finisce per soffrirne l'intero sistema-paese, mi pare evidente.

In attesa che sciolga i suoi dubbi amletici io lo voglio ricordare così, quando era ministro dei beni culturali ed era LUI il primo, grande testimonial del "meid in itali"....

martedì 9 ottobre 2012

Che cos’è un Hipster se non uno snob vestito peggio?

• Non ceno da anni, molto meglio i buffet agli aperitivi


• Non ho la tv in casa.

• In questo posto la musica è troppo alta/bassa

• Mi muovo in bicicletta così non trovo traffico

• Le inaugurazioni sono da tamarri

• L'unico posto decente di Bologna è rimasto casa mia.

• Se mi voglio informare veramente vado solo su siti stranieri

• A giurisprudenza si iscrivono tutti

• Il doppiaggio italiano fa schifo, i film li guardo solo in lingua originale.

• Lo guarderai mica in lingua originale? Dio santo é sceneggiato da cani, il doppiaggio norvegese grazie al cielo ha aggiunto molto.

• Ormai la Porsche ce l’hanno solo i macellai

• Sto rivalutando la letteratura russa del '900.

• Io uso la macchina per scrivere e il grammofono. E per sollazzarmi le videocassette con Edwige Fenech.

• La periferia di Bologna è ricca di eventi.

• Avevo l’I-phone quando tu avevi ancora il BlackBerry

• Bevo solo chinotto senza ghiaccio.

• La vera pizza napoletana la mangi solo a San Francisco.

• Intendersi di qualcosa è di cattivo gusto.

• Ancora con questa Shoa? Ma basta!

• Il miglior telefono che abbia mai avuto è il Brondi con i tasti grandi.

• Detesto le vacanze al mare. Visito solo città d’arte.

• In agosto a Bologna si sta benissimo

• Non avere lavoro è una benedizione.

• Te l’ho detto mille volte: non è un blog, è un web-magazine.

• Abbiamo creato un hashtag dedicato allo start-up delle green-company

• Il mio piatto preferito? Patate lesse con un filo d'olio.

• La maggior parte delle persone che incontro non capisce niente di musica.

• io guardo solo il meteo svizzero

• Essere hipster ormai è out.

martedì 28 agosto 2012

Uomini di cui dubitare


• Quelli che parlano solo di lavoro.

• Quelli con il colletto della polo alzato.

• Quelli che su Facebook hanno più di 100 amici

• Quelli col marsupio.

• Quelli che dicono pupù, pisello, patatina.

• Quelli che si vestono da ragazzini anche dopo i 25 anni.

• Quelli che non bevono alcolici.

• Quelli col Rolex vero.

• Quelli che suonano i bonghi.

• Quelli che si incazzano se spremi il tubetto del dentifricio nel mezzo.

• Quelli con le catenine d’oro.

• Quelli depilati.

• Quelli che leggono Men's Health o La Repubblica.

• Quelli con l’X6.

• Quelli con la Prius.

• Quelli che non mangiano carne.

• Quelli che hanno la Postepay.

• Quelli che pisciano seduti.

• Quelli che vanno ai concerti di Vasco Rossi.

• Quelli che ci tengono a farsi chiamare Dottore.

• Quelli che hanno il profilattico nel portafogli.

• Quelli con l’Arbre Magique.

• Quelli che giocano a fantacalcio.

• Quelli che giocano a calcetto.

• Quelli che conoscono il numero esatto di persone con cui hanno scopato.

• Quelli che lavano l’auto tutti i fine settimana.

• Quelli con l’orecchino.

• Quelli che sono poliziotti/carabinieri/militari

• Quelli col pizzetto.

• Quelli bombardati di lampade 12 mesi all’anno.

• Quelli col pareo in spiaggia.

• Quelli che non tolgono la plastichina che c’è sul monitor del cellulare.

• Quelli che suonano in una cover band.

• Quelli che ti regalano i peluche.

• Quelli che con la maglietta di Che Guevara.

• Quelli che scrivono su un blog o peggio lo dicono.

lunedì 27 agosto 2012

Donne di cui dubitare

• Quelle che quando parlano si torcono continuamente una ciocca di capelli.
• Quelle che pensano sia un hobby “acquistare accessori”.

• Quelle che non sanno parcheggiare.

• Quelle con più di 100 amici su Facebook

• Quelle che riescono a indossare contemporaneamente roba di Rolex, Vuitton e Rayban.

• Quelle con il cane nella borsa.

• Quelle che si rivolgono a tutti con “caro” o “cara”.

• Quelle che leggono Isabel Allende, Margaret Mazzantini, Melissa P., Banana Yoshimoto, Paolo Coelho.

• Quelle che comprano Vanity Fair o Repubblica.

• Quelle che mettono il dolcificante nel caffè.

• Quelle che limonano tra di loro in pubblico.

• Quelle che dicono “Pupù”, “Pene”, “Vagina”.

• Quelle che hanno amici gay che parlano di loro stessi al femminile.

• Quelle che non sono mai entrate in un centro sociale.

• Quelle che parlano di mestruazioni.

• Quelle che dicono “perché bestemmi se non credi in Dio?”

• Quelle che dicono “Non gliel’ho data”.

• Quelle che si sposano perché non hanno altri interessi.

• Quelle che scopano i gruppi di amici, ma ordinatamente, fidanzandosi ogni volta.

• Quelle che non lavorano.

• Quelle che non pagano mai loro.

• Quelle che piangono a vanvera.

lunedì 3 gennaio 2011

Lupo (u)Lulà, Battisti ululì

Un paese che per oltre vent’anni e fino a metà degli ’80 era sotto una dittatura militare.

Un paese in cui i processi (sommari) venivano fatti davvero negli stadi.

Un paese in cui la neo-presidente appena insediatasi è stata torturata per 22 giorni di seguito.

Un paese con una democrazia più giovane del mio gatto.

Un paese che ha come voci principali di esportazione: calciatori e trans.

Beh, questo paese culla della democrazia e del diritto rifiuta di estradare un pluri-assassino perché giudica le carceri italiane “non sicure” per la sua incolumità.

Mio nonno, con grande dono della sintesi, avrebbe detto che si tratta del tipico caso in cui la merda si rivolta al badile.

lunedì 4 ottobre 2010

Fly down, live well..

Mantra per bloggers (per tutti i bloggers):

You’re not deep

You’re not an intellectual

You’re not an artist

You’re not critic

You’re not a poet

You just have a internet access..

venerdì 17 settembre 2010

Quando una testa è più EMPTY della panza

In quasi tutti i blog di questa piattaforma, c’è un siparietto (io l’ho messo qua di fianco sulla destra) in cui appaiono i lettori fissi.
In realtà è più una lista ipotetica che reale, si tratta più che altro di blogger con cui ci si scambia il link per aumentare la reciproca visibilità.

A mio avviso è una funzione che ha una sua logica solo quando sia contestualizzata e ci sia una sorta di nesso tra i due, altrimenti perde di senso.

E’ per questo che quando qualcuno si aggiunge alla FABBRICA io una letta al profilo e al suo blog cerco di farla sempre.

Ad inizio agosto mi si era aggiunta una certa Empty.
Cliccando per avere acceso al suo blog già si partiva malissimo: “Avvertenza sul contenuto Alcuni lettori di questo blog hanno contattato Google poiché ritengono che il contenuto del blog sia opinabile e bla.. bla.. bla "


Ho pensato, ecco la solita produttrice di raccontini erotici pecorecci. Un genere inspiegabilmente in voga, con molti più scrittori che lettori ma tant’è,pazienza. Mi sbagliavo.


Empty nei 94 farneticanti post fin qui pubblicati celebra il successo dell’anoressia su se stessa. Con tanto di note di autocompiacimento alla perdita di ogni kg, consigli su come assumere sempre meno calorie, come vomitare e altre follie prive di ogni senso.

In tutta sincerità, le puttanate che scrive sono tali che ho più di un sospetto che si tratti di pura fantasia. Forse solo uno squallido tentativo per sensazionalizzare qualcosa che altrimenti nessuno si prenderebbe la briga di leggere. Sintetizzando: ‘na mmerda, insomma.


Oh, naturalmente prima che scriverlo qua mi sono preso la briga di scriverlo di là in casa sua, sul suo blog intendo. Ma lei non l’ha presa affatto bene, invitandomi prima a non leggerla più poi mandandomi direttamente a quel paese rivendicando libertà di pensiero e di scrittura e altre amenità.

Concetti tutti sacrosanti e legittimi ma credo nati per difendere qualcosa di diverso dalle sue malate e pericolose apologie.


Perché vuota-Empty, se bisogna garantire la libertà di pensiero, comprese le più deliranti stronzate come le tue… ne deve esistere una altrettanto legittima a contestarle in ogni luogo.

giovedì 2 settembre 2010

Il fascino discreto dell'amico "Ghedda"

Mettiamolo subito in chiaro: a me Gheddafi piace.

Mi piace perché ha la caratura dello statista di lungo corso, è lì da una quarantina d’anni e nemmeno un attentato subito (fatta eccezione per quando fece incazzare gli USA che gli bombardarono casa e qualche figlio)

E poi mi piace perchè il potere non lo ha affatto logorato, merito indubbiamente del clima caldo della Libia unito ad ampie dosi di botox, certo. Sulla tinta da supermercato con cui si colora i capelli preferirei glissare.

Ma Gheddafi mi piace soprattutto per le gite che si concede di tanto in tanto in Italia.

Tutti i giornali a scrivere fiumi d’inchiostro sulle sue “amazzoni”, le immani stronzate sull’islamizzazione dell’Europa e il valore del corano.

Ecco, Gheddafi sente il corano quanto Silvio è devoto alla bibbia, per cui davvero..piantatela di gridare: al lupo! al lupo! O almeno fatelo per le questioni serie.

Tipo che la Libia col suo 7% è di gran lunga il maggior azionista di quella banda (non banca) di UNICREDIT, Tipo che questo viene a chiedere soldi non solo a noi ma a tutta l’Europa per creare simpatiche strutture nel deserto in cui ”trattenere” chi tenta di fuggire dall’africa per raggiungere le nostre coste.

Tipo quella orrenda pletora di cosiddetti imprenditori, tutti felicemente a 90 al ricevimento in onore del rais e raggianti di fronte alle opportunità di sano “bisnes” che il Ghedda può offrire loro.

Nota di ulteriore colore: era presente anche il figlio del colonnello e futuro leader di quella bella terra, il primogenito Pier-Gheddafi..

lunedì 19 luglio 2010

La famiglia Plasticon


Rifatto suo padre, rifatta la madre
rifatto il figlio e la sorella
era rifatta anche quella...
era rifatta anche quella
.

Marina Berlusconi e le sue zizze in PVC festeggiano il compleanno assieme.

venerdì 2 luglio 2010

La grande musica italiana

Spesso le cartellette stampa che accompagnano le presunte star musicali nostrane raggiungono vette di comicità involontaria davvero esilaranti.

Faustiko, il mio pusher preferenziale di minchiate, mi ha girato quello della talentuosa(?) vincitrice di Amici

Prende il via all'inizio di luglio il tour estivo di Alessandra Amoroso. "Un'estate senza nuvole tour". Proseguirà poi fino a settembre toccando alcune tra le più suggestive e prestigiose location destinate ai concerti all'aperto come il Teatro Romano di Ostia Antica, Palazzo Tè a Mantova, il Teatro Greco di Taormina. temo che sia iniziato un gran rivoltarsi nelle tombe da parte dei costruttori di luoghi simili.

I 30 concerti della tournée precedente hanno registrato ovunque il tutto esaurito, con un totale di oltre 50.000 presenze, confermando quanto sia speciale il rapporto tra Alessandra e il suo pubblico.

Confrontati ai milioni di mentecatti che seguono Amici a me sembra che siano poco più che uno sputo.

La scaletta dei concerti estivi, che si terranno prevalentemente nelle arene, anfiteatri e piazze delle più belle località della Penisola, avrà i suoi punti di forza nei grandi successi di Alessandra, quelli che il pubblico ama cantare all'unisono con lei, come l'ultimo singolo "Arrivi tu", del quale è in circolazione il videoclip realizzato con effetti elettronici di grande suggestione, "Ama chi ti vuole bene", "Immobile", "Stupida", "Estranei a partire da ieri".

Dai, sul serio, chi cazzo ne conosce almeno una di queste?!???

Alessandra avrà accanto a sé i musicisti che l'accompagnano fin dai primi concerti, con i quali, ormai affiatatissima, ha costituito una vera e propria 'banda' di amici 'on the road': Simone Papi e Roberto Bassi alle tastiere, Alessandro Magnaslasche e Davide Pieralisi alle chitarre, Ronny Aglietti al basso, Davide Pecchioli alla batteria, Luciana Vaona, cori .

Sembra che si parli dei rolling stone, questa ha fatto il primo concertino sei mesi fa.

Al già ampio carnet di successi di Alessandra, se ne sono aggiunti altri in questi ultimi giorni. Il suo album "Senza Nuvole" permane nella top 20 della classifica da oltre 35 settimane, guadagnando 3 dischi di platino e per questo è stato premiato ai Wind Music Awards 2010 nella categoria "multiplatino"

Buon per lei ma peggio per noi

Alessandra Amoroso ha vinto il sondaggio organizzato da Mtv Hits e Sky.it per scegliere l'artista più amato di casa nostra. A lei sono andati 6 milioni e 250 mila voti su un totale di 13 milioni.

Probabilmente Alessandra avrebbe raccolto ancora più voti se il sondaggio avesse chiesto di scegliere “l’artista” più incapace

mercoledì 9 giugno 2010

l'ateo talebano

Pochi giorni fa avevo riportato uno stralcio del libro-intervista a Piergiorgio Odifreddi, segnalandolo come possibile lettura.

Ecco, l’ho appena finito. E se la segnalazione in quanto tale rimane, il giudizio su Piergiorgio Odifreddi l’ho decisamente cambiato. In peggio.

Claudio Sabelli Fioretti, lui si persona indubbiamente in gamba, porta il matematico a parlare non solo del suo ateismo che tanto lo ha reso popolare ma più in generale della sua visione del mondo.

Il ritratto che emerge ha più ombre che luci. Uno che non prende posizione contro l’islam radicale perché non avendo esempi in Italia non ha elementi per condannarlo (comodo e pure un poco vigliacco), che paragona l’infibulazione alla plastica al seno (!!!) e poi via con tutta un’altra serie di giudizi che vanno oltre il demenziale: come il ridicolizzare la cultura umanistica o paragonare la psicanalisi all’astrologia.

Viene fuori così l’immagine di un uomo ottuso come solo certi triangoli della sua amata geometria/matematica possono essere.

Tradotto: S(averio) lo ammetto, anche questa volta c’avevi ragione tu…

lunedì 7 giugno 2010

Troppo tardi, troppo poco.

Qualcuno si ricorda della strage di Bhopal in India del 1984 ? Una nube di pesticidi fuoriuscì da uno degli stabilimenti dell’americana Union Carbide e sterminò 8.000 persone solo nei primi tre giorni, poi tra 20 e 30.000 ne morirono nei mesi immediatamente successivi. Più di 500.000 furono gli intossicati di differente gravità per le conseguenze dell'inquinamento di terra, aria e acqua.

A 25 anni di distanza il tribunale di quella provincia ha emesso le sentenze nei confronti degli 8 principali imputati condannandoli a pene che arrivano ad un massimo di due anni per negligenza (!).

Questa sentenza, unita al risarcimento ridicolo a cui fui condannata la società (circa 100 dollari a morto), fanno di questa vicenda uno degli esempi più schifosi di iniquità mai pronunciati da un tribunale ai danni di una multinazionale.

Ribadisco: io il prossimo anno voglio devolvere il mio cinque per mille ai Black Block.

venerdì 9 aprile 2010

Ricordando Katyn

Era l’aprile del 1940 quando migliaia di polacchi, la quasi totalità degli ufficiali dell'esercito, furono trucidati uno ad uno.
Esecuzioni con un colpo alla nuca e poi fatti sparire in fosse comuni nei boschi attorno Katyn.


Uno dei massacri più grandi e più omertosi del ventesimo secolo. La guerra fredda poi, per quieto vere, lo fece attribuire ai nazisti.

Tanto che si dovette attendere Gorbaciov, nel 1990, perchè si attribuisse la paternità di quell’orrore ai veri autori: l’armata rossa.

La ragione di quelle migliaia di esecuzioni di massa stava tutta nel freddo calcolo fatto da Stalin: Dal momento che gli ufficiali dell’esercito rappresentavano l’elitè intellettuale di quel paese, (docenti universitari, architetti, avvocati, almeno laureati o professionisti), con la classe dirigente decapitata, il paese poteva divenire facilmente un fantoccio nelle mani dei fratelli sovietici. E così accadde.

Da allora altri 20 anni sono passati, in un silenzio non molto dissimile. Anche se oggi si giustifica con altre ragioni, orala scusa è che sia passato troppo tempo e che non importi più nulla a nessuno.

Ma la sostanza non cambia, è oblio e ignoranza su una delle più ripugnanti carneficine programmate del secolo scorso.

Per questo la notizia che ieri, per la prima volta, autorità polacche e russe abbiano celebrato assieme il ricordo di quel massacro acquista un senso speciale. Un senso di giustizia, seppur molto tardiva.

lunedì 15 marzo 2010

Vota Mambo


Tempo di elezioni ma soprattutto di candidati. In una regione come la mia dove a comandare è lo stesso partito da 50 anni, pensare a svolte o piccoli cambiamenti è pura fantascienza. E mica perché abbiamo chi sa quali amministratori (cosa che non credo assolutamente)! No, è solo che quelli dall’altra parte presentano una serie di personaggi al limite dell’assurdo. Dei mezzi freak ai quali uno sano di mente guarda pensando: “cazzo, non possono essere sul serio così..” . Ed invece lo sono.

Vedere i loro spot sulle reti locali o i manifestini appiccicati qua e là ti fa capire perché un PD inetto e ladroncello vincerà a mani basse per i prossimi due secoli, per manifesta inferiorità degli avversari.

Da oggi ecco quindi una piccola carrellata di alcuni di quei singolari personaggi che chiedono il mio voto in nome del cambiamento (?). Tipo tal Marco Mambelli, Mambo per gli amici (se mai dovesse averne). Oh, per intenderci subito: Mambo è una delle menti che ha creato Miss Padania.

Forte di quel successo, per intercettare, a suo dire, il voto dei giovani, ha deciso di non apparire sui manifesti ma di farsi sostituire da tre figonze in t-shirt con la scritta I LOVE MAMBO. Se non fosse per il loghetto della lega nord sembrerebbe la pubblicità di un locale “borazzo” di prossima apertura.

Pur essendo ancora minoritario il numero degli arabi che vanno in giro con cinture esplosive, il Mambo promette che concentrerà il suo mandato al contrasto dell’immigrazione clandestina.

No so.. non credo che avrà il mio voto. Le tre squinzie poi non sembrano nemmeno siliconate.

venerdì 12 febbraio 2010

scusate ma ci chiamiamo AMORI

Che anni del cazzo. Non bastava la retrocessione sul campo, la non iscrizione al campionato di seconda divisione per mancanza di soldi e conseguente ulteriore declassamento in serie C.
No, a quanto pare non bastava.

La Fortitudo, la MIA Fortitudo ieri ha presento lo sponsor: è la nuova griffe di Federico Moccia, AMORI!!

venerdì 22 gennaio 2010

Termini a termine

Termini Imerese verrà chiusa. Ok, non se ne parla come dell’importantissima (?) riforma del processo breve ma è così.

Marchionne, quello dei pullover, aveva cominciato a sbiascicarlo un anno e mezzo fa. Ora, finiti gli incentivi sulle rottamazioni, può finalmente dirlo con serenità.

Il motivo è semplice: la FIAT ci rimette. Ed io gli credo, se fosse diversamente ci avrebbe investito, un po' come ha appena fatto all'estero.

Io, come dicevo, gli credo, certo. Però bisognerebbe raccontarla tutta, cioè che la FIAT, a Termini Imerese, era arrivata solo perché lo Stato, aveva pompato una quantità di soldi da paura.

Una montagna di quattrini tale da rendere “allettante” andare a costruire automobili in un contesto in cui non esisteva alcuna “cultura” industriale, senza aziende a meno di 600 km, senza alcuna infrastruttura e con la presenza di un socio occulto abbastanza ingombrante come la criminalità organizzata.

Una cattedrale nel deserto, come si è soliti definirle. Ed è stato così per trent'anni.

La cattedrale è stata redditizia fin tanto che sono piovuti i finanziamenti pubblici più o meno diretti. Un’entrata, questa, molto più importante per FIAT di quella rappresentata dalle Lancia Yspsilon che là ancora si costruiscono.

Marchionne però dice che ora ci rimette, che è uno stabilimento in perdita.. Per cui, che ti fa? Se ne va dove i ponti d’oro glieli offrono ancora, che si chiami Serbia, Polonia o culo di mondo.

Però, magari, se prima di sbaraccare, prima di lasciare a casa alcune migliaia di operai,

potesse ridare indietro quelle montagne di soldi che si è indebitamente intascato.. ecco sarebbe cosa gradita.

mercoledì 9 dicembre 2009

L''inutile Lerner

Ho rivalutato Bruno Vespa. Sembra difficile ma è bastato guardare una puntata de L’Infedele di Gad Lerner.

La superficialità con la quale parlava della crisi e dei migliaia che perdono il lavoro era davvero rara. In studio uno sparuto gruppo di licenziati con un calcio in culo veniva esibito a mo’ di brutte-statuine non parlanti, al massimo qualche monosillabo di risposta a domande del tipo: “E’ dura arrivare a fine mese con una cassa integrazione a zero ore ?”.

Dopo l’incerto SI del poveretto di turno il microfono era già dieci metri più in là per sentire (questo si) l’approfondimento di qualche insigne giornalista / filosofo / professor vattelappesca di turno.

Demagogico. Orribile.

Ho rivalutato Vespa perché se confrontato all’irritante nulla di Lerner credo che il primo meriti, quantomeno, l’onore delle armi.

Si perché per distorcere o distogliere dalla verità è necessaria un’indubbia attitudine alla paraculaggine unita magari ad una buona dose di cinismo. Ok,, non saranno propriamente “doti” giornalistiche.. ma per lo meno necessitano d’intelligenza (seppur asservita).

Ma tutto ciò in Lerner latita, è assente. E quel che è peggio lui, del suo nulla, appare proprio compiaciuto. Contento lui…


lunedì 30 novembre 2009

Piroetto ergo sum

Inizia con i radicali di cui divenne pure segretario. Poi fondatore dei Verdi Arcobaleno (che in un momento di demenza giovanile votai pure io). Quindi fusione con i verdi che lo vollero capogruppo. Intermezzo di cinque anni come Sindaco di Roma. Poi Presidente della neonata Margherita. Infine al termine dell’ennesima fusione, confluisce nell’appena inventato Partito Democratico.

Il tempo di perdere con loro giusto un paio di elezioni e annuncia che se ne va e fonda un nuovo movimento: Alleanza per l’Italia. Con lui altri due o tre professionisti del un po’ di qua e un po’ di là tra cui spicca l’ex DC, ex UDC, ex Rosa Bianca, ex UDC (non mi sono sbagliato, due volte ci è entrato e due volte ci è uscito): Bruno Tabacci.

Inutile descrivere l'odore che tale individuo emana e perché sia il testimonial perfetto di Volta & Gabbana, no ?

martedì 24 novembre 2009

Il ritorno del bricolage

Finito di assistere alle due ore di approfondimento su Rete7 in cui si è spiegato come, causa sole negli occhi, il Bologna abbia perso con l’Inter, Zappin’ – zappando sono arrivato su RAI 1.

E chi ti becco ?

Vespa assieme ad un signore con la parrucca e forte accento brasiliano.

Entrambi sono curvi su un modellino di casa delle bambole. Casetta davvero bellina, c’era pure il comodino e i sanitari nel bagnetto.

L’analisi non ha tralasciato nulla, compresa la reale superficie del soppalco, che si scopre poi di gran lunga superiore rispetto a quella ipotizzata dal Mastro Geppetto dei delitti.

Insomma, una gran puntata dove si è potuta apprezzare una volta di più la sensibilità del giornalista che ha scelto di mettere una sagomina nera a rappresentare vittima.

Un Ken con la testa di Barbie sarebbe potuto apparire di cattivo gusto…


venerdì 20 novembre 2009

Jesus Camp

E’ del 2006 ma mi ci sono imbattuto solo ora grazie all’amico Carlo. Si tratta di un documentario su uno dei campi-studio più celebri della chiesa evangelica USA.

La telecamera si concentra principalmente sulla figura direttrice Becky Fischer e sul tipo d’indottrinamento riservato ai piccoli ospiti. Quel che arriva sullo schermo è qualcosa di sconvolgente.

I Taliban, non sono più solo in Afghanistan ma crescono e prosperano anche in occidente. Hallelujah.

Ah, su You-Tube è possibile scaricarlo già sottotitolato.

Buona Pessima visione.