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lunedì 21 dicembre 2009

That train for Claudia















In questi giorni di freddo polare ci sono stati parecchi disagi in giro per l’Europa: aeroporti chiusi, strade ghiacciate e treni fuori servizio. Tra questi ultimi i più sfigati sono stati certamente i viaggiatori dei cinque Eurostar bloccati per oltre dieci ore all’imbocco del tunnel sotto la manica .

Duemila persone ( tra cui donne, vecchi infermi e bambini) che han dovuto sopportare il disagio senza possibilità di trasporti alternativi a loro favore.

Ho detto duemila ? No, a dire il vero solo 1999. Pare infatti che tra loro ci fosse Claudia Schiffer e che sia stata l’unica alla quale sia stato permesso di scendere e continuare il viaggio su un’auto fatta arrivare apposta per lei.

(nella foto Claudia mentre fa l’inequivocabile gesto dell’auto-stop)

mercoledì 29 aprile 2009

Pop-Politico

Fermo. Di nuovo in fila e fermo.
Dicono che le ore che uno passa nella vita in coda in auto siano parecchie migliaia. La cosa buona è che con oggi dovrei averne fatte fuori una buona metà, per cui nei miei restanti sessanta anni di vita dovrei trovare strade sgombere o quasi.
Ma non è questo il giorno perché tra me e casina mia c’è la famigerata uscita del Palamalaguti dove la Pausini questa sera terrà il suo unico concerto in emilia romagna (anche questa, a pensarci bene, è una buona notizia però..).


Insomma, benché presumibilmente sia l’unico della fila a non andarci, mi trovo a condividere il destino e l’attesa come una delle tante fan devote che mi circondano stipate nelle loro macchinine. Ad esempio: la micra davanti a me, contenente quattro capocce sotto permanente, ha altissima probabilità di andarci.

Mentre sono lì in fila, dicevo, mi ritrovo ad ammettere che non conosco nessuno che sia mai stato ad un concerto della Pausini, nemmeno amici degli amici. Come è possibile allora ? E’ contro ogni statistica, altrimenti col cavolo che quella di Marco se n’è andato via riempirebbe i palazzetti !!
E’ chiaro che sia una di quelle debolezze che, per una sorta di comprensibile vergogna, molti commettono ma poi non si confessa. Un po’ come andare a mignotte o votare PDL.

La fila intanto avanza quasi due metri, poi fermo di nuovo. Ci muoviamo a singhiozzo perché l’asso del volante alla guida della Micra è riuscita nella rara impresa di spegnere l’auto quattro ripartenze su quattro scatenando l’ilarità delle amiche.
Viviamo in un paese assurdo, circondati da estimatrici della Pausini, puttanieri ed elettori del Partito della Libertà.. e gli intellettuali tutti a chiedersi le ragioni della crisi globale...

venerdì 13 febbraio 2009

Un 14 febbraio diverso














In auto, questa mattina.
“RADIO DUE preeeesenta : coming soon radio, le uscite del weekend al cinema… “
“dalla canzone secolo (?), finalmente il film che tutti attendevano (??): Questo Piccolo Grande Amore (????????????????????????)”.
Segue approfondimento dove si spiega come l'album di Baglioni fosse molto di più: un Concept-Album sincero e duro sui primi anni '70 (!).
Dunque ricapitolando, in Inghilterra più o meno in quegli anni, gli WHO presentavano "Tommy" e i PINK FLOYD "The Wall".
Noi invece scrivevamo la canzone del secolo: "quella-sua-maglietta-fina-tanto-stretta-al-punto-che....."
Ora, che c'è da stupirsi quindi se siano stati degli italiani a fare una strage il giorno di San Valentino ?!?




martedì 25 novembre 2008

Prima neve

Mentre la cammellata di otto SUV nippo-tedesche scende giù per la mia strada ai 10 all’ora, il postino del paese su Panda Young infila un mega sorpasso su due ruote ai 100km/h, cantando fratelli d’italia. Intanto, disposti lungo il ciglio della strada, una decina di pinguini fa il tifo. Spera che almeno uno dei pachidermi finisca nel fosso.

Io sono fermo dall’altra parte, in fondo alla discesa. Sto invocando dio perché dia una mano alla mia trazione posteriore.
Mi arriva un sms: “piantala di rivolgerti a me solo quando sei nella merda, questa volta ti arrangi !!”.
Poi a volte mi chiedono perché io abbia così poca fede.. vabbuò.

Mi restano due alternative: sedermi con i pinguini e confidare in una primavera anticipata o sfidare natura ed elementi ed avanzare nella tormenta. Dopo un breve summit con me stesso, valutato che si vive una volta sola ed è giusto scegliersi un’uscita di scena alla grande, decido di avanzare. I pinguini applaudono. Alla partenza della spedizione suicidio, mi viene incontro un tizio sceso da un mega-Pajero, blatera frasi senza senso.. ha gli occhi fuori dalla testa.. parcheggia (si fa per dire) il suo mezzo-camion nel fosso con le 4 frecce accese, poi scappa urlando verso la statale sbracciandosi verso chiunque “ di qui non si va più avanti ! lasciate ogni speranza… AAArgh !!”.

Sospiro e dopo aver salutato i pinguini decido di partire.
O meglio: decido di partire io, l’Alfa però non ne vuole sapere... C’è solo una ruota che gira l’altra è immobilizzata (motivi personali che non vuole rivelarmi...) intanto il fosso/baratro che ha ingoiato il Pajero è a pochi millimetri.
Sospiro di nuovo. Anzi a dire il vero ansimo proprio, in effetti il termine più corretto è mi cago in mano, ecco.

L’effetto lassativo ha però di buono che ora le ruote girano tutte e due ma non si avanza ugualmente, anzi scivolo indietro, assenza di aderenza. Ad una più attenta analisi, assenza di ogni comando.
Mi sento come uno di quegli astronauti nei film di fantascienza che a bordo di una navicella senza più motore si allontana nel silenzio cosmico, destinato a perdersi nell’immensità siderale.

E’ in quel momento che mi appare sul sedile del passeggero Obi-wan Kenobi.
- Usa la forza Luuuuke.. usa la forza !.
- Ma maestro .. non mi chiamo Luke !
- Usa la forza uguale, pirla.
Traduzione : Scendi e spingi perché ti sei piantato, pirla.
- Maestro, l’epiteto “pirla” l’ha usato due volte.
- E’ un rafforzativo per spiegarti il concetto..
- Cioè che devo spingere ?
- No che sei pirla, il concetto di “spingere” viene dopo…
- Oh, non potevo aver la visione di un maestro meno stronzo ?
- I maestri duri sono quelli che temprano il carattere. E poi poteva andarti peggio, ti poteva toccare vecchietto giapponese di karate-kid, quello di “togli la cera- metti la cera”….

Finito di usare la forza rientro in auto e do un alito di gas. L’auto si muove, in tutte le direzioni meno che in avanti. Morirò sotto ghiaccio è il mio mantra nei quindici minuti successivi.


Poi all’improvviso ecco una luce bianca, potente che appare davanti a me.
Nessun tunnel o cori di voci bianche, come esperienza di morte extra-sensoriale non è quella classica ma questo è quello che passa il convento. Abbandono l’acceleratore, sia fatta la sua volontà in cielo e così in terra.. etc..

Il tipo sullo spazzaneve mi passa accanto e mi benedice come l’arcangelo Gabriele. Fine della visione, strada sgombera. Hallelujah.

lunedì 20 ottobre 2008

Road to Nowhere

Sabato, ore 8.10. Immaginate la tangenziale di Bologna come uno strambo parcheggio di auto parcheggiate in doppia fila indiana. Un serpente fermo. Immobile. Morto.
Il cartellone del “CIS: viaggiare informati” fa più la seconda che la prima: ovvero ci tiene ad informarci che ci sono 8 km di coda ma che di viaggiare non se ne parla.

A Bologna c’è il SAIE, la fiera dell’edilizia. In questo fine settimana convergono sulla famigerata “Uscita 8 – fiera” operatori del settore da qualunque cantiere aperto del pianeta.
Io subisco e basta, dovrei andare a Ferrara e ho preso quella che sulla carta sembrava la strada più breve. Alla luce dei fatti avrei dovuto dare ascolto a Colombo e prendere in direzione dell’Atlantico, avrei fatto prima.

Altri 20 minuti. Sono ancora fermo. Alla mia destra, l’inquietante presenza da ormai 2 km e di un essere dal sesso indefinito che mi saluta con mano-pugno-mano-pugno dal finestrino posteriore di una Classe A. L’essere, di un’età approssimativa di 24 mesi, non accenna a pause ne cambia il ritmo, impressionante.
L’idillio tra me e l’infante è spezzato dal claxon del GOLF alle mie spalle, il tipo con i ray-ban alla guida dev’essere in ritardo per la lampada del week-end.
Vorrei scendere e chiedergli che cazzo se ne fa degli occhiali da sole dal momento che sta piovendo ma visto il numero di catene d’oro al collo e il volume di musica techno che esce dal finestrino ha tutta l’aria di uno che prima spara e poi risponde.

Rinuncio e mi rimetto a guardare il/la pargolo/a che nel frattempo non ha mai smesso col mano-pugno-mano e sento che forse quella creatura con la sua purezza è l’unica con cui posso relazionarmi.
Inizio pure io col mano-pugno-mano-pugno ma senza ciuccio e sonaglio mi sento un deficiente, un po’ come tutti gli altri di questa fila..