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domenica 15 dicembre 2013

PASSO E CHIUDO. Anzi, no.


Nel 2013 la chiusura delle FABBRICHE non fa notizia. Per cui che alle tante si aggiunga quella DEL DISSENSO.. boh, non è che sposti questo gran che.
Del resto, nei fatti, era già avvenuto da mesi. Oggi, come un curatore fallimentare, mi limito a certificare lo stato di inattività della suddetta.

Il motivo? Semplice, non mi diverto più. Scrivere sempre le stesse robe, su un paese formalmente andato a puttane almeno quanto il nostro amato ex-presidente del consiglio mi ha letteralmente stomacato. Anzi, peggio. Mi è venuto a noia.

Per cui grazie a tutti quelli che mi hanno letto/scritto/sopportato in questi anni e via ai titoli di coda.
UO! UO! FERMA !! Meglio specificare: i titoli di coda sono per questo blog, non per me.

Io mi sono messo a fare altro: una web-radio, che fa taaaanto terzo millennio.
Se vorrete seguirmi (vi prego, fatelo) l'indirizzo è questo qua:
http://redpillwebradio.blogspot.it/   le Pillole Rosse di musica BUONA.

 

lunedì 22 ottobre 2012

Domenica italiana

La lavatrice, con dentro la mia adorata felpa-rossa-con-cappuccio-made-in-china,  mi ha ingentilito 4 paia di mutande e calzini vari regalando a tutti un bel rosa confetto.

Il Bologna, come ogni domenica, ha miracolato la squadra di turno trasformandola per un giorno nel Real Madrid.

Intanto io temporeggio trascorrendo le ore seduto a leggere. Erano anni che non vivevo un attacco simile di colite.

Per fortuna oggi è di nuovo lunedì.

lunedì 6 agosto 2012

Google on me

l'avete fatto tutti per cui ora non guardatemi come quello strano, magari da giudicare come l'egocentrico con manie di protagonismo. Perché quello lo sono a prescindere. Ma ciò non toglie, ripeto, che l'abbiamo fatto tutti! Anzi, sfido qualcuno a dire il contrario. Ovviamente mi riferisco all'aver cercato cosa saltasse fuori a digitare su google il proprio nome. Non chiamandomi Mario Rossi ne George Clooney il rischio omonimia e' ridotto come quello delle groupies assatanate. Tanto che arrivo si e no alla seconda paginetta. 41 anni spesi nel più totale anonimato, o quasi. Ecco i risultati elencati a mo' di hit-parade : 5. La mia impresa giornalistica più importante: nel cesso di un locale di Cesenatico intervisto assieme ad alcuni amici Manuel Agnelli per una fanzine di nome rockit. 4. Il mio amico Saverio, uno che viene pagato davvero per quello che scrive, mi cita in un suo articolo. 3. Indirizzo e altri contatti di lavoro ai quali, mio malgrado, risulto raggiungibile. 2. Vengo portato ad esempio di "case history" di successo da una azienda specializzata nel posizionamento sui motori di ricerca con cui non ho rapporti da otto anni... 1. E al primo questo blog qua. Si perche' nonostante la dipartita di questi mesi, questi post polverosi sono, ad insindacabile giudizio di Larry Page e Sergey Brin, ancora ciò che più si lega al mio nome. Sara' stupido ma ne vado un pelo fiero.

lunedì 4 aprile 2011

Gli esami nella vita non finiscono mai

Più o meno da sempre ho una mia teoria, ovvero che: oggi vada peggio di ieri ma pur sempre meglio di domani.

Una sorta di pessimismo consolatorio che è anche la cifra del mio personalissimo pensiero filosofico.


Come sono arrivato all’elaborazione di suddetto assioma? Guardandomi allo specchio.


Si perché ormai sono prossimo alla pace dei sensi, ovvero uno ad uno mi stanno abbandonando e se ne vanno in pace.


Il primo a lasciarmi è stato l’olfatto, anche se forse non l’ho mai avuto dal momento che non ho memoria di odori fatta eccezione che per quello emanato da un paio di vecchie all-star.


Poi è stata la volta dell’udito, sono anni ormai che mi sono ridotto a guardare la tv con un volume da casa di riposo.



E ora la vista. Una cosa piuttosto seccante dal momento che l’imminente cecità mi è capitata in concomitanza con la visita per il rinnovo della patente.



Nella saletta d’attesa siamo una decina. Io, una congrega di ottuagenari e un rambo in mimetica.


Abbiamo tutti appuntamento alla stessa ora: 15.30, cosa singolare poiché o ci visita "ensamble" o si rischiano accavallamenti.


Chiedo lumi a zio Tibia (45 kg scarsi, Parkinson in stato avanzato)


Zio Tibia: Il medico dà appuntamento a tutti alla stessa ora per una questione di praticità.


Io: Che praticità?!?


Zio Tibia: Dare a tutti lo stesso orario è più facile da ricordare.


Ed infatti il medico si presenta alle 16 con mezz’ora di ritardo.


Lui, una specie di Professor Tersilli in versione bolognese, ha l’aria di quello che passa dallo studio per controllare la posta sul pc tra una vacanza alle Maldive e l’altra.


Mentre inizia le visite per il rinnovo a tutti i coetanei di Nuvolari, raccolgo lo sfogo di Rambo: Pensa te se per sparare a un fagiano c’è bisogno di tutta questa burocrazia.


Io: Può sempre dire di essere stato aggredito dal pennuto e invocare la “legittima difesa”.


Il Rambo mi guarda malissimo, sono contento che almeno qua sia venuto disarmato.



Mi salvo perché nel frattempo è arrivato il mio turno e devo entrare.


Appena entro il tizio col camice bianco che io ipotizzo laureato in medicina mi fulmina con un: Non perdiamo tempo che sono in ritardassimo, mi legga la seconda riga di lettere sul cartello.


Io: Quale cartello?


Sbuffa come un mantice ed inizia ad indicare delle cacchine di mosca stitica su un quadro luminoso.


Sereno attacco ad improvvisare: A, F, C, O, I, W…


A questo punto Tersilli sparisce e mi lascia solo nell’ambulatorio. Forse è ripartito per le Maldive oppure è andato a farmi la ricetta per un cane pastore.


Riappare poco dopo e mi fa: Ne ha indovinate si e no la metà però i Tir sulla strada sono molto più grandi e non dovrebbe confondersi. Per cui io sarei per rinnovarle la patente. Può pagare 90 Euro alla mia segretaria in giarrettiera.



Non so, fino ad ora ero convinto che il lavoro più strapagato fosse quello del calciatore. Fino ad ora appunto..

giovedì 30 dicembre 2010

Alla fine di tutto

Dunque c'era questa donna e stava su un aereo, doveva incontrare il suo fidanzato. Stava volando là in alto, sopra il più grande oceano del pianeta. Era seduta accanto a questo uomo con cui aveva cercato di avviare qualche chiacchiera, ma l'unica cosa che gli aveva veramente sentito dire è stato ordinare il suo Bloody Mary.

Lei era seduta lì, tutta immersa nella lettura di questo articolo di una rivista in cui si parlava di un paese del terzo mondo di cui non sapeva nemmeno pronunciare il nome. Si sentiva molto annoiata e depressa.

Poi all'improvviso c'è stato questo enorme rumore e uno dei motori si è spento e hanno iniziato a cadere da trentamila piedi, ed i piloti dal microfono dicevano: "Ci dispiace, ci dispiace, oh mio dio ... Ci dispiace!! " e chiedevano scusa.

Allora lei guarda l'uomo e dice: "Dove stiamo andando?" e lui la guarda e risponde: "Stiamo andando a una festa. E 'una festa di compleanno. È la tua festa di compleanno. Buon compleanno tesoro. Noi ti amiamo tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tantissimo "

E poi inizia a canticchiare questo motivetto, che è di tipo così:. 1, 2, 1, 2, 3


Ecco, a volte penso proprio che siamo tutti un poco in quella situazione là. Si va giù, sempre giù.. ma se davvero non ci si può fare nulla tanto vale festeggiare, no? E allora BUON 2011 !!!!

martedì 31 agosto 2010

La vecchina dei fiori

Come i portici e le torri è parte integrante dell’arredo urbano cittadino. La nonnina dei fiori. Un soggetto decisamente folkloristico che per più di quarant’anni ha girato per le vie del centro, vestita con abiti iper-sgargianti, cappello e guanti lunghi. Il tutto rigorosamente coordinato ai mazzolini di fiori venduti nelle osterie e nei locali. Conosciuta da chiunque, sul suo conto le leggende metropolitane abbondano: la più diffusa riguarda il patrimonio che molti spergiurano ingentissimo. Come talvolta capita, la realtà non supera le fantasie e la vecchietta semplicemente è quello che appare: un’eccentrica, parecchio svalvolata e nulla più.

Ho scoperto oggi, leggendo della sua morte, che si chiamava Sara Maranelli, era nata nel 1926 sull’Appennino, all’inizio della sua attività, negli anni Settanta, raccoglieva da quelle parti i fiori nei prati e nei boschi. Poi scendeva a Bologna in treno dalla stazione di Vergato e durante il viaggio, nello scompartimento, preparava quelle composizioni floreali che poi vendeva nelle vie del centro. Si è spenta ieri in un ospedale della zona. Con lei se ne è andato un bel pezzo della Bologna che fu.

venerdì 27 agosto 2010

il maestro Mimmo Repetto nel giorno dei suoi 100 anni

Tutto quello che non sopporto ha un nome.

Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro aneddotica esasperata e ripetitiva.

La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive.

Ma non sopporto nemmeno le generazioni successive.

Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù.

La prosopopea dell’invincibilità eroica dei giovani è patetica.

Non sopporto i bambini che urlano e piangono. E quelli silenziosi mi inquietano, quindi non sopporto neppure loro.

Non sopporto i manager. E non c’è bisogno nemmeno di spiegare il perché. Non sopporto i piccolo borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza conoscere neanche il significato di quella parola.

Non sopporto quelli di ampie vedute, i tolleranti. Sempre corretti, sempre ineccepibili. Li critichi e loro ti ringraziano per la critica. Insomma, mettono in difficoltà perché boicottano la cattiveria.

Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e rassicuranti. Fedeli e ruffiani.

Non sopporto i soprannomi, gli indecisi, i convenevoli, la carta da parati, il disordine, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate e le telefonate troppo lunghe, i compagni di scuola che dopo trent’anni ti incontrano e ti chiamano per cognome. Gli svampiti che dicono “di tendenza”, i modaioli che dicono “figata”, certe bellezze che si rivolgono a tutti con “tesoro”.

Non sopporto i superiori che giudicano, gli scrittori seriosi, i cantanti rock attempati con i jeans attillati, i suonatori di bongo, i filosofi di bell’aspetto, le docce con le tende, la musica al ristorante, i neologismi e gli inglesismi, i figli di papà e quelli d’arte, i Lion’s club, i cocainomani, i faziosi e i tifosi, le lampade abbronzanti, le coppie con lei giovane e lui maturo e viceversa, i millantatori, i sottosegretari, i vincenti, i lagnosi, le religioni improvvisate ed i loro seguaci, le installazioni visive, i massoni, il turismo sessuale, gli infermieri con gli zoccoli, le risate registrate, tutti i circensi, le catenine d’oro giallo, i profumi dal tabaccaio, gli avari, i razzisti, gli slang, i nobili e tutti quelli che socializzano con relativa facilità.

Non sopporto niente e nessuno.

Neanche me stesso. Soprattutto me stesso.

lunedì 31 maggio 2010

It's hard to ride today...

Bel weekend del cazzo. Milioni di litri di petrolio che continuano a sgorgare a più non posso,

un paio di decine di esponenti ONG accoppati dagli israeliani mentre tentano di portare aiuti a Gaza, mentre qua da noi si fa la fila perché finalmente(?) è in vendita il misterioso I-PAD.

Arrivo a capire perché l’easy-rider Dennis Hopper abbia deciso di andarsene proprio adesso.

martedì 4 maggio 2010

Un gancio in mezzo al cielo


- "chi è l'ultimo della fila?".

Ad alzare la mano è un omino in un angolo, con un gesto a metà tra il sono io ed il saluto che un condannato avrebbe mandato al pubblico del Colosseo prima di finire in pasto ai leoni. Non il massimo della vitalità insomma.

E' questa la ragione per cui non mi piace andare dal medico. L’idea di un'attesa interminabile per avere una ricetta mi è davvero insopportabile.


Insopportabile quasi come la nausea, il vomito e altri poco simpatici effetti collaterali con cui convivo da ieri.

Per cui niente, sospiro e mi metto a sedere nell'affollatissima sala d’aspetto a fianco del mio nuovo amico ottuagenario e ad altri dodici esponenti della gioventù anni ’50.

Per altro è scritto pure nel cartello all'entrata: le ricette verranno rilasciate dalle ore 9.00 alle ore 10.00. E il dalle ore 9.00 è scritto a caratteri cubitali, io sono arrivato alle 8.55 perchè cazzo ci sono già 12 vecchini in fila?!??

Ho provato pure a spiegargli che a differenza loro io ho una vita davanti e che sarebbe quindi logico se non doveroso che mi cedessero il posto ma ho ricevuto solo sguardi di riprovazione. Cinici insensibili.

Cinquantadue minuti dopo tocca finalmente a me.

Ero sicuro che appena avessi esternato i sintomi al doctor avrei letto lo stupore negli occhi, per quelli che sono i miei parametri della sopportazione del dolore solo io e Steven Seagal avremmo potuto resistere in sala d'aspetto con un simile bruciore di panza.

Invece quello mi ascolta e senza staccare lo sguardo dal monitor attacca a scrivere la ricetta e con fare distratto mi spiega che in questi giorni c'è una gran quantità di gente colpita da questo virus intestinale. Ma con un'iniezione, massimo due di PLASIL si sarebbe risolto.

Penso a come avrebbe reagito Steven Seagal e mi metto sulla difensiva: - "C'è qualche controindicazione con questo PLASIL?".

- " In casi piuttosto rari può comportare che chi l'assuma abbia un sonno disturbato e incubi".

Accetto il rischio e come avrebbe fatto il grande Steven appena arrivato a casa chiedo a madre-coraggio d'iniettarmi la fiala del temibile PLASIL.

Pomeriggio niente.

Sera niente.

Si riducono al contempo le mie sortite in bagno. Tutto pare andare per il meglio.

Niente di più sbagliato. Il tempo di addormentarmi e mi appare Claudio Baglioni che canta "strada facendo" e lo fa per le sette ore successive.

Ormai sono passate 36 ore dall'iniezione, la pancia non brucia più però sono ancora qua a chiedermi cosa avrà voluto dire Claudio con:

Strada facendo troverai

anche tu un gancio in mezzo al cielo

E ancora non mi sono dato risposta. Boh?

giovedì 1 aprile 2010

Del perchè si rimpiangano solo i musicisti che muoiono giovani

"Meno male che c’è la Lega, altrimenti non avrei saputo per chi votare": queste le dichiarazioni di Giovanni Lindo Ferretti, storica voce del punk italiano già a capo di gruppi come CCCP, C.S.I. e PGR, circa la sua preferenza espressa in occasione delle ultime elezioni regionali. "Non è la prima volta che voto per la Lega Nord", ha dichiarato l'artista nel corso di un'intervista rilasciata all'edizione di Reggio Emilia de Il Resto del Carlino: "Fino a pochi giorni fa ero quasi convinto di dare il mio voto al Pdl. L'ultimo discorso del presidente Berlusconi sulla faccenda araba non mi è piaciuto, anzi lo ringrazio perché così mi ha chiarito le idee facendomi risolvere quello che era un mio problema e cioè a chi dare il voto. D’altra parte come cittadino mi sento in dovere di votare e lasciare la scheda bianca mi disturba. Il nostro è un Paese molto complicato con tanti problemi da risolvere. Ormai sta prendendo campo il sistema che più che votare a favore di qualcuno si vota contro il presidente. Meno male che c’è la Lega Nord. Preferisco scegliere, consapevole che eleggiamo signori che stanno lì solo cinque anni. Berlusconi ha molti pregi, però ultimamente sta attraversando un periodo pesante e particolarmente sfortunato". (ripreso da rock on line)

mercoledì 3 marzo 2010

when the back is crack

Alle 8.30 a.m. del 26 febbraio 2010 l’arcangelo michele decide di punire la mia scarsa devozione apostolica trafiggendomi la schiena con la sua spada infuocata.
A dieci giorni da quel colpo inferto a tradimento e dopo una ventina di punture al cortisone (che mi han reso esteticamente molto simile a Giampiero Galeazzi) finalmente non ho più la postura del tizio nella foto.

lunedì 28 dicembre 2009

Maglioni

Festeggiare il compleanno sempre lo stesso giorno può essere controproducente.
Dal mio punto di vista ad esempio, capita troppo ravvicinato al natale. Risultato ? 38 anni di sciarpe, guanti…. e maglioni.

Tantissimi maglioni, container di maglioni. Col collo a “V”, a collo tondo, con la zip, con grossi bottoni, alcuni con dei gancetti.
Maglioni, neri, maglioni blu, maglioni di tutte tonalità del grigio, del verde e un paio bianchi immacolati.
Maglioni a quadri, a righe, maglioni a fantasia (gli orribili simil-Missoni) e a tinta unita.
Trentotto anni in cui, quando sono riuscito ad evitarlo al compleanno, due mesi dopo, a dicembre, è arrivato più certo della ghigliottina sul collo di Maria Antonietta.


Con gli anni, questo rito, questo ripetersi in maniera sinistra del dono, ha fatto si che si sviluppasse in me tutta una disamina che ormai ha bello che superato il famoso adagio secondo cui: “non si deve guardar in bocca al caval donato”. Magari..
Eh si ! Magari m’avessero regalato non dico un cavallo (ne ho paura) ma almeno un pony ! O uno a dondolo, cazzarola! Dai, da piccolo potevo riceverne uno a dondolo ?!?? Invece no, anche allora maglioni, di misura più piccola è ovvio.. ma pur sempre maglioni.


Insomma, stavo dicendo che tutto ciò mi ha portato ad elaborare tutta una teoria sul chi ti faccia un regalo.
Costui, il donatore, vive nel presente. Nel senso che per lui esiste solo la stagione che sta vivendo in quel momento (il freddo, l’inverno). Pare insomma che non serbi ricordo alcuno dell’estate torrida che certamente ha vissuto come me fino a meno di tre mesi fa e men che meno sia in grado di elaborare che questa, come per miracolo, l’anno prossimo su per giù nello stesso periodo, riapparirà.
E allora ? Perché per una volta, una volta sola.. non regalare un costume da mare ? O un pratico ventilatore ? E le palette ed il secchiello ? Già, quelle ricordo di essermele comprate con i risparmi della mia paghetta, non andando al mare nei "mesi sotto regalo" non appartenevano all'universo del possibile. Infanzia gramissima.


Per cui, quando tre giorni fa ci siamo trovati per l’immancabile pranzo con tutto il parentado allargato, mi sono avvicinato al mio regalo, l'ho fatto con la letizia di chi va al patibolo.
Sapevo già cosa contenesse perché ad ottobre era stata la volta di un profumo (un modo forse per dirmi che quando so di “selvatico” non è apprezzato).
Scarto nastrini e carta colorata e cosa appare ? Un Maglione.

Ma era diverso. Questo... era un bel Maglione. Da meritarsi la emme maiuscola.

Non credevo ai miei occhi: non pizzicava dietro al collo, tinta unita, scuro. Una specie di blu direbbe uno che vede il mondo a meno di 16 colori come il sottoscritto. Perfetto di taglia.
La commozione era tale che mi si era seccata la bocca. Chi l’ha scelto ? Ditemelo, lo devo sapere !!
Salta su mio cugino: “E’ stata la sorella della madre di mia moglie”.
- Chi, scusa ?
- La sorella-della madre-di mia moglie. Chiaro l’albero genealogico ?
- Certo. La sorella-della madre-di tua moglie. Grazie, è semplicemente stupendo, perfetto.
- Davvero ? glielo diremo, anche se lei era certa che ti sarebbe piaciuto...

Sono queste le cose che ti fanno apprezzare il prossimo, scoprire che c’è chi ti conosce così bene, anche se si tratta di una signora che, a volerla dire tutta, io non ho mai avuto il piacere di conoscere e men che meno incontrare ma a cui sono uinto indissolubilmente per la "visione" di come deve essere un maglione.

E la mia fiducia nel genere umano da un po’ è tornata ad aumentare.

Ah, lo indosso anche ora che sto scrivendo. Of course..


mercoledì 28 ottobre 2009

38 anni e la morte non mi ha ancora preso


La sciampista della mia "barbiera" di fiducia, giù al centro commerciale, ieri mi ha spiegato che se si interviene sulle rughe prima dei 40 anni, si hanno ottime possibilità di mantenere l’elasticità del viso molto più a lungo. Anzi, c’avrebbe giusto giusto questa crema anti-age che fa miracoli preventivi da farmi provare.
Io le ho sorriso con finta comprensione, spiegandole però che robe del genere non fanno per me.
Un'ora dopo ero su e-bay a cercarne una confezione “jumbo” in sconto 3x2.
Dico questo perché trovo necessario ad ogni compleanno vivere una fascia oraria depressiva, come ogni artista che si rispetti attraversa un fottuto periodo blu.

Tempo scaduto. Nel primo pomeriggio sarò al funerale di una mia coetanea che sabato un incidente d’auto si è portato via.
Pragmaticamente allora penso che ci sarebbe più bisogno di creme contro la sfiga e l’ingiustizia.

In fondo le rughe mi rendono infinitamente più interessante..

mercoledì 16 settembre 2009

The Resistance ?


Sabato mattina, ore 9.30 circa. Sto sfogliando il giornale al bar in attesa del caffè che dovrebbe sancire ufficialmente la mia sveglia.
Quando mi casca l’occhio sul trafiletto nella pagina spettacoli del provinciale quotidiano più diffuso in provincia:
"E’ uscito THE RESISTANCE, ultima fatica del gruppo indie-rock dei Muse.
Un disco registrato in Italia, scelta certamente dovuta al fatto che il front-man, Matt Bellamy, da anni risieda nel comasco assieme a G*** P***, una brunetta 28enne molto carina che ha rapito da tempo il cuore del cantante inglese".


Cancello il caffè e chiedo un negroni, liscio.

Ma come ? Matt Bellamy ?!? Un uomo la cui musica mi fa lo stesso effetto sulle budella della visione dell’urlo di Munch, con una brunetta molto carina di Como ?!??
Tipo sarebbe come immaginare George Clooney con la Canalis.
Non si fa ! Non si può !

Bellamy, per rispondere all’icona che mi ero creato nel mio immaginario, doveva essere l’ex di Brian Molko o avere una relazione tormentata con una finlandese eco-terrorista, magari con qualche coreografico tentativo di suicidio alle spalle.

Invece no, sta con la brunetta molto carina che ha fatto ragioneria a Bellagio, che palle.

Esco barcollante per via del negroni a secco e salgo in auto.
Butto in maniera teatrale il suo cd comprato il giorno prima dal finestrino e parto tra le lacrime cantando sguaiatamente (come lui) Muscle Museum.
200 metri, testacoda col freno a mano e torno a riprenderlo.

La storia della brunetta molto carina è sicuramente un'operazione di quelli del marketing per tener celato qualche oscuro segreto autodistruttivo, ovvio...


venerdì 5 giugno 2009

Il sonno della Ragione

E’ stata la campagna elettorale più soporifera della storia repubblicana.
Loro non c’avevano voglia di farla, i giornalisti non avevano voglia di raccontarla e la gggente di seguirla.
Io giuro che, almeno all’inizio, c’ho provato. Del resto sono sempre stato un fan delle tribune politiche, quelle robe dove al politico vengono poste domande da giornalisti dal presunto orientamento trasversale. A condurre la trasmissione poi un imprecisato moderatore.
Insomma, la versione più composta di porta a porta, senza plastici e senza Parietti.

Mi sono messo d’impegno dicevo, mi sono sorbito: Forza Nuova, Destra Sociale, Lista Comunista, il Sud Tiroler, UDC e i Liberal-Democratici (?).
Hanno raccontato le peggio stronzate che si possano immaginare, senza che nessuno in studio cascasse per terra dal ridere o, ancora meglio, si alzasse e andasse a prenderli per il cravattino.

Niente, alla fine ho mollato.

L’ultima settimana mi sono messo a vedere in DVD la 4° serie di 24 dove Jack Bauer sventa 4 attacchi nucleari agli USA in un solo giorno, era più convincente.

(nella foto la sig.na Jessie Ragione, al termine dell’appello al voto di Pannella).

lunedì 11 maggio 2009

cucù..cucù.. la EFFE non c'è più


Domenica 10 maggio 2009, ore 20.03 - Da 21 ore filate mi esprimo unicamente attraverso le più articolate bestemmie venete.

martedì 10 marzo 2009

fighe e buoi dei paesi loro

Perché i film di Pierino sono considerati dei cult ? Perché la gente rallenta quando c’è un incidente ?
Non lo so, quel che è certo è siamo attratti da trash e orrore.
E’ la stessa spiegazione che mi sono dato per giustificare il fatto che ieri sera non sono riuscito a cambiare canale: mi sono guardato l’elezione di Miss Padania.


Questa surreale kermesse, giunta all’undicesima edizione, si è tenuta qualche giorno fa nell’auditorium di Cernobbio davanti ai leader leghisti Bossi e Cota e una buona metà degli abitanti del paesino.
A trasmettere in esclusiva l'evento è stata RETE 4, rappresentata sul posto dal direttore Emilio Fede, protagonista quest’ultimo, di un simpatico siparietto auto-ironico essendo il premiante per lo speciale titolo di Miss Padania Informazione (?). A condurre la spensierata serata Iva Zanicchi insieme ad uno mai visto prima.
Dopo una dura selezione a colpi di proverbi padani e sfilate in bikini rigorosamente verdi a prevalere è stata la 22enne Laura Mazzei di Sesto San Giovanni.
Per lei, oltre all’ambita fascia consegnata dal senatùr in persona, un contratto a far qualcosa su RAI 2 col sempre disponibilissimo Antonio Marano.

venerdì 13 febbraio 2009

Un 14 febbraio diverso














In auto, questa mattina.
“RADIO DUE preeeesenta : coming soon radio, le uscite del weekend al cinema… “
“dalla canzone secolo (?), finalmente il film che tutti attendevano (??): Questo Piccolo Grande Amore (????????????????????????)”.
Segue approfondimento dove si spiega come l'album di Baglioni fosse molto di più: un Concept-Album sincero e duro sui primi anni '70 (!).
Dunque ricapitolando, in Inghilterra più o meno in quegli anni, gli WHO presentavano "Tommy" e i PINK FLOYD "The Wall".
Noi invece scrivevamo la canzone del secolo: "quella-sua-maglietta-fina-tanto-stretta-al-punto-che....."
Ora, che c'è da stupirsi quindi se siano stati degli italiani a fare una strage il giorno di San Valentino ?!?




lunedì 2 febbraio 2009

Annunciazione-annunciazione in 160 caratteri

Da qualche anno i pargoli non arrivano più con la cicogna ma via SMS.
Ad incaricarsene è il padre, che nelle ore post-parto è ignorato da tutti e non avendo niente da fare dà il via al bombing di messaggini. E’ l’unica volta in cui nessuno in rubrica viene saltato.

Anche i più taccagni, quelli che col cellulare rispondono e basta si scoprono splendidi e spendono i 12 cents quasi con gioia. Tanto che qui l’evento da festeggiare più che la nuova nascita è la ricezione dell’sms in se.

Da quando è iniziata questa moda ne avrò ricevuti quasi una ventina, tutti riportano nome e peso della creatura, chiusura con le condizioni mediche sue e della madre.
Aggiungere altro in effetti diventa dura, del resto neanche il padre sa nulla del giovane intruso e ne ignora per altro gusti, sogni ed aspirazioni. Quelli che si credono originali optano per una composizione in prima persona ( “ciao, mi chiamo Mattia e sono nato.. bla..bla..”)

Dico tutto ciò perché l’ultimo SMS di "annunciazione" mi è arrivato tre giorni fa. Il mio amico Faustiko ha comunicato ad amici e conoscenti l’apparizione in questa valle di lacrime del figlio primogenito.

D’ora in poi sarà il neo arrivato Simone il solo a strisciargli ai piedi magari vomitandosi addosso. Cose queste che erano mia esclusiva alle feste fino a pochi anni fa.
Che roba strana, mi sento defraudato di un ruolo che per altro ho sempre ricoperto in maniera eccellente….

martedì 27 gennaio 2009

la giornata della memoria

"La morte di un uomo è una tragedia, la morte di milioni è statistica".

E' una frase attribuita a Stalin. Vera o meno che sia Baffone nel suo cinismo disse una cosa desolatamente vera.