
La buona notizia è che essendo io ancora dolorante alla schiena, quell’angelo del vicino ha pulito al posto mio il vialetto.
Questa è la tua vita. E sta finendo un minuto alla volta…
Bon', ma se si dice che l'ignoranza verso la legge non sia mai una scusante, non lo dovrebbe essere nemmeno quella altrettanto evidente del giudice chiamato ad esprimersi su un mondo che dimostra palesemente di non comprendere.
E in questi casi fa molti più danni una sentenza cretina rispetto ad un video cretino...
Sono quei conoscenti (talvolta amici) che vivono di inoltri.
Non si fanno mai vivi, di loro pugno non ti scrivono un mai cazzo…. però inoltrano.
La certezza che sono ancora al mondo si ha solo così: inoltro ergo sum.
Inoltrano link di youtube, foto di bastardi dentro, poesie di qualche sudamericano (meglio se deceduto), barzellette di Berlusconi, post di Grillo o Travaglio, in qualche caso una lettera piagnosissima di genitori alla ricerca di un rene per la figlia cieco-sorda-zoppa.
Una volta, agli albori di internet, questi inoltratori corredavano con una riga loro, tipo: ”questa è davvero divertente” oppure “da pensarci su”. Vabbè, niente che facesse trasparire chi sa qual sforzo mentale. Però, seppur in maniera impersonale, un abbozzo di scambio epistolare c’era.
Da qualche anno non si registra più nemmeno quello. Ora riceviamo delle mail con subject che iniziano con “Fw:….” oppure “I:….”. Sempre da quei cinque / sei indirizzi di morti viventi che per il resto sono muti su tutto.
Si, lo so che ho ragione.. per cui se anche tu che stai leggendo queste righe ti trovi d’accordo con me non perdere altro tempo, copia questo post e inoltralo subito a tutti i tuoi conoscenti. Mi raccomando.
Per festeggiare degnamente tale ricorrenza, vi giro una segnalazione dell’amico Faustiko. Si tratta del guestbook del sito del consigliere milanese del PDL Milko Pennisi, l'ennesimo beccato a prendere una mazzetta.
Purtroppo la flagranza di reato, unita al rischio d’inquinamento delle prove ne hanno a tutt’oggi impedito il rilascio. Questo ha fatto si che il guestbook sia ancora visitabile e soprattutto aggiornato dai pensieri dei tanti italiani che hanno premura di comunicargli quanto pensino di lui e del suo operato.
Uno spaccato d’involontaria libertà di espressione nei confronti di uno a cui, almeno per un po’, la libertà di circolare l’han tolta del tutto.
Certo alle femmine andava pure peggio. Per loro solo vestitini da fatina, unica personalizzazione ammessa, la tonalità del colore.
Per noi maschi esisteva invece la famosa doppia-scelta. A seconda delle proprie simpatie i seienni si dividevano in due grandi correnti filosofico/carnevalizie: o Cowboy, o Zorro.
Io appartenevo alla seconda: giustiziere mascherato.. ricco e snob (che però amava il popolo). Niente a che vedere insomma con quei buzzurri dalla pistola facile che passavano la giornata a radunar mucche. Altro stile, altro passo.
Per cui, alla festa in prima elementare, il mio sogno era mascherina nera, mantello, spadino
Sogno che s'infranse nel momento in cui i miei decisero di affidare a mio nonno Mario l’acquisto del costume.
Oh, tanto per focalizzare, il nonno Mario era uno con una trentina di feste dell’Unità alle spalle come volontario e una viscerale simpatia per i piani quinquennali dell’Unione Sovietica.
Ovviamente un avo così non condivideva la mia passione verso il giustiziere con la spada.
Risultato? Anche se non ho mai saputo come ci sia riuscito, si è presentato a casa con un costume da piccolo cosacco (!!!).
Ora, va bene la controcultura di sinistra, ma andare alla festa vestito da Michele Strogoff a quel tempo non lo interpretavo esattamente come il massimo della vita. Ma ero senza vie di scampo, anche l’ultimo tentativo di simular un’influenza fu stroncato con la prova termometro.
Arrivai quindi in classe con l’umore di uno di fronte al patibolo.
Dentro era tutto un brulicare di cowboy inzaccherati di cioccolata, fatine multi-color e tre zorri alti un metro. E poi c’ero io.
- “Scusa da che saresti vestito te ?”
- “Da Michele Strogoff!”
- "..........Ah, occhei.".
Come è noto, i bambini possono essere molto cattivi ma in quel caso no, i vari zorri e cowboys si comportarono più che altro da stronzissime teste di cazzo in erba, obbligandomi a stare bendato perché il mio personaggio, che era "cieco", lo imponeva.
Passai così le tre ore successive seduto, accudito da caritatevoli fatine a bere fanta e mangiar sfrappole canticchiando una versione particolarmente toccante di Oh bella ciao.
Ecco, avete appena letto di come raggiunsi (non per mio merito) l'apice del successo con l'altro sesso. Mai più nei 32 anni che sono seguiti ho più toccato vette simili di consenso, con o senza colbacco.
Questo credo che spieghi la mia attuale avversione per la fanta, le canzoni popolari e soprattutto sfrappole di carnevale.