
- "chi è l'ultimo della fila?".
Ad alzare la mano è un omino in un angolo, con un gesto a metà tra il sono io ed il saluto che un condannato avrebbe mandato al pubblico del Colosseo prima di finire in pasto ai leoni. Non il massimo della vitalità insomma.
E' questa la ragione per cui non mi piace andare dal medico. L’idea di un'attesa interminabile per avere una ricetta mi è davvero insopportabile.
Insopportabile quasi come la nausea, il vomito e altri poco simpatici effetti collaterali con cui convivo da ieri.
Per cui niente, sospiro e mi metto a sedere nell'affollatissima sala d’aspetto a fianco del mio nuovo amico ottuagenario e ad altri dodici esponenti della gioventù anni ’50.
Per altro è scritto pure nel cartello all'entrata: le ricette verranno rilasciate dalle ore 9.00 alle ore 10.00. E il dalle ore 9.00 è scritto a caratteri cubitali, io sono arrivato alle 8.55 perchè cazzo ci sono già 12 vecchini in fila?!??
Ho provato pure a spiegargli che a differenza loro io ho una vita davanti e che sarebbe quindi logico se non doveroso che mi cedessero il posto ma ho ricevuto solo sguardi di riprovazione. Cinici insensibili.
Cinquantadue minuti dopo tocca finalmente a me.
Ero sicuro che appena avessi esternato i sintomi al doctor avrei letto lo stupore negli occhi, per quelli che sono i miei parametri della sopportazione del dolore solo io e Steven Seagal avremmo potuto resistere in sala d'aspetto con un simile bruciore di panza.
Invece quello mi ascolta e senza staccare lo sguardo dal monitor attacca a scrivere la ricetta e con fare distratto mi spiega che in questi giorni c'è una gran quantità di gente colpita da questo virus intestinale. Ma con un'iniezione, massimo due di PLASIL si sarebbe risolto.
Penso a come avrebbe reagito Steven Seagal e mi metto sulla difensiva: - "C'è qualche controindicazione con questo PLASIL?".
- " In casi piuttosto rari può comportare che chi l'assuma abbia un sonno disturbato e incubi".
Accetto il rischio e come avrebbe fatto il grande Steven appena arrivato a casa chiedo a madre-coraggio d'iniettarmi la fiala del temibile PLASIL.
Pomeriggio niente.
Sera niente.
Si riducono al contempo le mie sortite in bagno. Tutto pare andare per il meglio.
Niente di più sbagliato. Il tempo di addormentarmi e mi appare Claudio Baglioni che canta "strada facendo" e lo fa per le sette ore successive.
Ormai sono passate 36 ore dall'iniezione, la pancia non brucia più però sono ancora qua a chiedermi cosa avrà voluto dire Claudio con:
Strada facendo troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo
E ancora non mi sono dato risposta. Boh?