Musicalmente parlando ho vissuto un’adolescenza travagliata. Sono cresciuto negli anni in cui imperversavano Duran, Spandau e Boy George. Anni che sarebbe dura definire positivi. Punto di riferimento in quel periodo era miocuggino-miocuggino, con 7 anni in più rappresentava l’unica alternativa alla sbobba in circolazione.
Il problema era che il cuggino risultava essere un metallaro. Per cui, vero che trovai qualcosa di diverso rispetto a Wham e accoliti ma l’ascolto di roba tipo Iron Maiden non mi riusciva di considerarlo propriamente salvifico. Le 7 note, viste le alternative, rimanevano ai margini della mia esistenza.
Poi, un giorno impreciso dell’autunno del 1990, scoprii Otis Redding e quel capolavoro di sittin’ on the dock of the bay . Fu il mio big bang musicale.
I due anni successivi sguazzai nell'oceano Motown: James Brown, Ella Fitzgerald, Wilson Pickett, erano i nuovi dei da adorare. E’ stato per me qualcosa di incredibile e indimenticabile perché non subivo più quello che passavano le radio, non ero più in scia al cuggino col chiodo di pelle, no. Avevo trovato la MIA strada ed era bellissimo.
Tutto quello che ascolto oggi, seppure all’apparenza possa sembrare talvolta parecchio distante, non lo è. Le mie radici sono ben piantate in Nina Simone e compagnia.