martedì 21 agosto 2012

SUBUMANI



Monti, al MEETING di CL (!!!), ha parlato dei 20/30enni come di una generazione perduta a cui è stato tolto il presente.
Vero. Ma la crisi picchia duro più o meno per tutti. Certo però che se genitori etno-zotici si sono accaniti e ti hanno chiamato Anthony, Kevin, Salvatore, Jessika, Samantha o Marika nemmeno il futuro ti dovrebbe essere concesso.

lunedì 6 agosto 2012

Google on me

l'avete fatto tutti per cui ora non guardatemi come quello strano, magari da giudicare come l'egocentrico con manie di protagonismo. Perché quello lo sono a prescindere. Ma ciò non toglie, ripeto, che l'abbiamo fatto tutti! Anzi, sfido qualcuno a dire il contrario. Ovviamente mi riferisco all'aver cercato cosa saltasse fuori a digitare su google il proprio nome. Non chiamandomi Mario Rossi ne George Clooney il rischio omonimia e' ridotto come quello delle groupies assatanate. Tanto che arrivo si e no alla seconda paginetta. 41 anni spesi nel più totale anonimato, o quasi. Ecco i risultati elencati a mo' di hit-parade : 5. La mia impresa giornalistica più importante: nel cesso di un locale di Cesenatico intervisto assieme ad alcuni amici Manuel Agnelli per una fanzine di nome rockit. 4. Il mio amico Saverio, uno che viene pagato davvero per quello che scrive, mi cita in un suo articolo. 3. Indirizzo e altri contatti di lavoro ai quali, mio malgrado, risulto raggiungibile. 2. Vengo portato ad esempio di "case history" di successo da una azienda specializzata nel posizionamento sui motori di ricerca con cui non ho rapporti da otto anni... 1. E al primo questo blog qua. Si perche' nonostante la dipartita di questi mesi, questi post polverosi sono, ad insindacabile giudizio di Larry Page e Sergey Brin, ancora ciò che più si lega al mio nome. Sara' stupido ma ne vado un pelo fiero.

domenica 8 luglio 2012

Noodles

"Sono andato a letto presto". Potrei cavarmela così, come il personaggio di C'era una volta in America. Sette mesi dalle ultime righe scritte e quasi altrettanto senza tornare qua. Perché? Perché quando si scrive prima di tutto per se stessi, per rispondere ad una impellenza propria questa ti può venire meno. Oh, tutto questo senza dover scomodare blocchi degli scrittori o simili perché di scrittori qua non ne sono mai passati se non in fotografia. E del resto un bel tacere non fu mai scritto

martedì 27 dicembre 2011

Bocca Rest In Peace


Due giorni fa, all’età di 91 anni, si è spento prematuramente una delle “migliori” firme del giornalismo italiano: Bocca Giorgio da Lecco.


Trattandosi dell’unica notizia del giorno di natale non riguardante il menù degli italiani ha avuto una certa eco. Certo i coccodrilli che ne hanno ripercorso la lunga vita sembrano scritti con lo stampino, tutti a ricordare (e si dilungarsi) sul fatto che il Bocca Giorgio sia stato un partigiano. Buon per lui! Una cosa super, davvero. Però siamo a fine 2011 e se va bene il Bocca Giorgio fece quella scelta dal 1943 al 1945, tipo settant’anni fa. Poi dopo? Ah, dopo ha fatto il giornalista.


All’inizio come inviato, poi si è issato col tempo all’ambita veste di commentatore/opinionista. Le sue profonde riflessioni si trovavano spesso su repubblica, corriere della sera e altre titolate testate.


Come lettore, dal momento che ho meno della metà dei suoi anni, non ho idea di quali corsivi illuminati avesse scritto prima degli anni ’80.. Però ricordo bene le sue ultime passioni, quando queste erano appena esplose e rappresentavano il nuovo che avanza : il Craxismo a metà anni ’80 e la lega ai tempi di mani pulite. Se ne era invaghito. Ricordo quando li descriveva come “la reazione”, la migliore risposta partorita dal paese al malaffare e all’inettitudine.


Poi, come con tutti i grandi amori, finivano piuttosto in fretta e Bocca ne diveniva uno dei loro più accesi detrattori. Sempre dopo però.


Per cui se è morto, come scrivono, uno dei più grandi giornalisti italiani.. gli altri.. quelli vivi che sono nella media o sotto di essa.. che razza di inetti e minchioni mai saranno?

mercoledì 7 dicembre 2011

venerdì 28 ottobre 2011

martedì 11 ottobre 2011

Nuovi attestati di stima all'Italia















Inaugurato tre giorni fa in Argentina il PALACIO BERLUSCONI, trattasi di un bordello.

I proprietari ci tengono a puntualizzare però che è un postribolo legale e soprattutto di lusso, niente a che vedere insomma con quei party pecorecci tipici della provincia milanese..