mercoledì 5 ottobre 2011

Lavoro sommerso. Dalle macerie e non..

A Barletta è crollata una palazzina di tre piani, diversi feriti e parecchi morti. La reazione più gettonata? Indignazione. Una indignazione generale e profonda che ha toccato tanti eh!


Si è indignato il Presidente della Repubblica, diverse cariche nazionali e regionali, gli amministratori di quella città, i vertici dei sindacati e tanti “vari ed eventuali”.



Tutti indignati per l’incuria, per le responsabilità di chi doveva sorvegliare (e mi pare evidente che non sia accaduto).



Ah, e poi indignazione per la condizione delle vittime, ovvio.



Già perché quattro delle cinque erano operaie di un maglificio con dieci dipendenti (!!) posto nel seminterrato. Tutte le operaie erano regolarmente, in nero.



Per me è la conferma ulteriore che i lorsignori che ora sono pervasi da queste ondate di nobilissima indignazione, non hanno la minima idea di cosa sia l’Italia. Voglio pensare che sia così, altrimenti se ne fossero consci, si tratterebbe di mera ipocrisia. E non voglio pensare che figure più o meno istituzionali o della tanto invocata società civile non siano altro che una manica di coccodrilli che si accalca per una inquadratura dietro ad una bara di cui in realtà non frega un cazzo.



No, non voglio crederlo. Non voglio!!



Ok, ci ho provato ma non ci riesco: sono proprio una manica di squallidi avvoltoi menefreghisti, ecco.

3 commenti:

Ernest ha detto...

qui non basta più l'idignazione del presidente della repubblica, alcune leggi ci sono e andrebbero rispettate altre vanno fatte... BASTA!

Juliet ha detto...

Si indignano come se non potessero farci nulla.

MichiVolo ha detto...

questa gente, oggi, ad un giorno dai funerali, non si ricordano manco chi sono quelle donne.
l'indignazione non serve più se non è seguita dai fatti.