mercoledì 28 luglio 2010

Con la testa in europa ed il culo in africa

La Fiat dopo aver sbandierato Fabbrica Italia, "prilla" il culo e potenzia lo stabilimento appena acquistato in Serbia. Una sorpresa abbastanza relativa dal momento che se uno compra una fabbrica è facile che voglia farci della produzione, per cui questi ooooh ma che vergogna! Non ce lo aspettavamo di certo!”mi sembrano sinceramente delle uscite Ad Cazzum.

La cosa che davvero mi lascia strano è un'altra. Non c’è una sola azienda automobilistica straniera che investa in Italia. La Volkswagen produce in Germania e Spagna, la Ford in Inghilterra e Germania, la Toyota in Inghilterra e Spagna, la Smart in Francia.

Tutte queste realtà producono si nei paesi con manodopera più economica (come la Fiat in Polonia o Brasile) ma contestualmente fanno ancora il grosso nella parte più industrializzata d’Europa, Italia esclusa però.

E allora? Come è possibile?

la cosa più strana è che non se lo chiedano neppure quelli che si lamentano quando la FIAT porta via il lavoro (tipo i sindacati o quella mente fine di Calderoli). Non uno che dedichi un secondo della propria preziosa esistenza a riflettere su questa singolare anomalia.

Troppo impegnati a mantenere il proprio putrido status quo? Eh!! focherello...

12 commenti:

Ernest ha detto...

Esatto, il problema è che in questo paese non si fa da troppi anni un serio dibattito sulle motivazioni vere della crisi e soprattutto sulle soluzioni... siamo fermi!!!!

Alessandro ha detto...

Mentono sulle statistiche. La vendita di automobili non è affatto in calo. Si cercano solo pretesti per spostare le linee di produzione dove i costi sono inferiori, dopo aver munto per anni le casse dello stato che ha elargito cospicui finanziamenti per FIAT e il suo indotto

Juliet ha detto...

L'Italia è presa in considerazione dagli stranieri soltanto per il turismo. Non hanno tutti i torti. Va' che roba!

Ad Cazzum rende un sacco l'idea.

patèd'animo ha detto...

Calderoli ha un'intelligenza fine, ma così fine e sottile, che.. ma dov'è??
Non frega nulla alla FIAT di questo paese se non può spolparlo. E politici e sindacati stanno a guardare.

Il rospo dalla bocca larga ha detto...

Citando Elio e le storie tese, nelle vesti del Prof.Magneto:

"L'atteggiamento che ognuno ha verso la vita determina l'atteggiamento che la vita avra' verso la calamita."

E la calamita si sa... blocca tutto!

P.S.
Che mi caschi ora il pisello se mento. La parola segreta da inserire sotto per il commento è

mitoncul

(la parola esclamata da Marchionne alla presentazione dell'Alfa MiTo?)

Pecora Rossa ha detto...

scusa, ma te ci investiresti in un paese dove ci sono infiltrazioni mafiose in ogni dove?
Dove se non sei ben ammanigliato coi potenti vieni tagliato fuori.
Dove da decenni la FIAT, lei e solo lei, pur non essendo un'industria di Stato ma privata (spesso ci scordiamo che è di proprietà Agnelli e company) prende più contributi salva chiappe di tutte le altre industrie e case automobilistiche.
Un Paese dove chi non rispetta le regole viene premiato.
Dove vince sempre il più furbo e mai il più corretto.
Ecco, te, a capo di un'industria europea qualsiasi, seria, abituata alle regole e al loro rispetto.
Tu ce li investiresti i soldi nel nostro paese?
io, corcà (cioè con il cazzo)

Alessandro ha detto...

...aggiungerei: "e cosa investiresti in un paese dove il falso in bilancio viene considerato finanza creativa?"

Ragno ha detto...

I sindacati sono la morte di questo paese (e non sono l'unica...)

S ha detto...

Mah, in fondo non c'è nulla di nuovo, mi pare.
Non credo si possano dare colpe ai sindacati, mentre forse bisognerebbe inziare a domandarsi se gli imprenditori italiani sappiano sempre fare il loro mestiere...

Tyler Durden ha detto...

@ ernest: crisi? quale crisi? aaaargh, sei il solito comunista disfattista!!!
@ alessandro: non ho ragioni per dubitare di quello che scrivi ma iomi ponevo un'altra domanda: perchè nessuno straniero viene ad investire da noi?!???
@ juliet: si, come no.. 58 milioni tutti a far le guide turistiche allora.. :-/
@ patè d'animo: concordo sull'analisi ma per contro non vedo cure.. :-(
@ rospo: considera le parole chiave come un reflusso di coscienza ;-)
@ pecora rossa: verissimo e parecchio "scocciante" però. non trovi?
@ alessandro: proprio così!! ma attenzione: le multinazionali dell'auto non sono delle onlus, l'idea della depenalizzazione del falso in bilancio sarebbe "oggetto di attrattiva" ma nonostante questo se ne stanno tutte alla larga! come mai?
@ ragno: i sindacati non sono altro che un grumo di potere autoreferenziale. Lo scollamento con chi devono rappresentare è in aumenta e loro semplicemente fanno finta di nulla. vergognosi.
@ S(averio): che c'entrano gli imprenditori italiani? che sono in stragrande maggioranza minuscoli e sono i SOLI che investono qua a differenza di fiat! Io chiedevo perchè non ci sono gruppi esteri e attendo rispote convincenti. E se in tutto ciò anche una persona in gamba come te non vi trova responsabilità gravi anche nei rappresentanti dei lavoratori temo che la situazione sia irreversibile.

Juliet ha detto...

Mi sono espressa male. Quello che volevo dire è che l'Italia non è vista di buon occhio dal resto del mondo e per ovvi motivi.

Alessandro ha detto...

Tyler, gli stranieri non investono nel nostro paese perche' sanno che la depenalizzazione del falso in bilancio e altri provvedimenti simili hanno smontato ogni possibile garanzia e credibilità dell'impresa italiana.
Non offriamo garanzie, un'impresa che oggi puo' sembrare in salute domani potrebbe rivelarsi una scatola vuota e fallire